TORINO-REGGINA - Le dichiarazioni dei protagonisti. Breda: «L'importante era non prendere subito gol», Ventura: «Siamo stati noi ad aggredire loro»
DE ROSE
Ormai sono rientrato. Partita anomala perché non è facile partire dall’1-0 per loro, ci abbiamo provato. Sicuramente giocare contro il Torino, la capolista, non è facile. All’ultimo siamo andati vicini al gol con Alessio Viola. Sicuramente non dobbiamo recriminare questa partita ma tante altre precedenti, siamo stati noi a uscire dai playoff. Fin quando la matematica non ci condannerà proveremo a rientrare, perché è veramente un peccato. Bisogna solo pensare a noi stessi, è importante finire bene per quella che è la storia della Reggina e dare il massimo fino all’ultima partita.
VENTURA
È positivo lo spirito con cui ci siamo presentati. Si pensava che la Reggina, dovendo recuperare, venisse qui ad aggredirci, invece siamo stati noi ad aggredire loro. Spirito e concentrazione giusta, va bene così.
CAMPAGNACCI
Le mie caratteristiche non sono quelle di fare la guerra con tutti ma quelle di dare la profondità. L’importante al di là del risulto, che dispiace, è che sono tornato in campo e sto bene. Non molliamo, siamo lì, il calcio è strano e imprevedibile, cerchiamo di mettercela tutta.
BREDA
Il concetto era quello di non prendere subito gol. L’idea era quella di arrivare tra le linee coi vai Colombo e Barillà. È logico che mettendo tanta gente davanti c’era il rischio che opponessero un muro davanti, anche se l’hanno fatto comunque. L’episodio poi cambia tutto. Purtroppo in questi casi è una corsa contro il tempo, sia dal punti di vista tattico che dei cambi. L’importante era non prendere subito gol, altrimenti la partita era chiusa. In ogni caso quello di Torino non è il campo più facile dove venire a fare la partita. Era anche l’occasione giusta per vedere gente che manca da tempo come Adejo e Campagnacci. Mancano sei partite di cui quattro in casa, non dobbiamo guardare la classifica ma pensare partita dopo partita


