Reggina, il Toro andava preso per le corna
Se il nubifragio di Torino aveva rimandato i verdetti – come scrivevamo dopo il primo tempo dell’ “Olimpico” lo scorso 6 aprile – oggi un verdetto è arrivato, cioè la vittoria dei granata, mentre rimangono in sospeso quelli della classifica. Assieme alle speranze della Reggina. Gli amaranto avevano i secondi 45’ di gioco a disposizione per ribaltare lo svantaggio e avvicinarsi alla zona playoff. Il jolly però è uscito dal mazzo senza che la Reggina ne beneficiasse. Al contrario del Toro, che consolida il primato, andando a +4 dal secondo posto. Cinica e anche un po’ fortunata la squadra di Ventura, che aveva trovato il gol grazie a un’inzuccata di Glik al 16’ della prima frazione di gioco. Solo Benussi e il palo – colpito da Barillà – negarono allora il pari agli amaranto, che invece oggi, probabilmente, avrebbero dovuto osare di più.
SCHIERAMENTI – Cervellotico l’undici mandato in campo da Roberto Breda, che si ritrova a proseguire un match iniziato da Gregucci, tra l’altro squalificato e dunque sostituito in quell’occasione da Genovese : caso più unico che raro. Il tecnico trevigiano decide comunque di non dare punti di riferimento in attacco, schierando, nonostante lo svantaggio, una sola punta, Campagnacci. Davanti al portiere Belardi, difesa a quattro col rientrante Adejo e Marino terzini, Freddi e Angella centrali. Melara e Rizzato gli esterni alti, Colombo e Rizzo agiscono in mediana, mentre Barillà gioca a supporto dell’attaccante ex Giulianova. Tra le fila dei granata, Ventura propone una sola modifica rispetto alla squadra schierata nella prima frazione di gioco: c’è infatti Meggiorini al posto di Stevanovic. Antenucci e Bianchi completano quindi il tridente d’attacco.
LA REGGINA NON PUNGE – Partenza veemente dei padroni di casa, con Antenucci che prova a sorprendere Belardi dopo appena 20 secondi, ma il portiere amaranto si fa trovare subito pronto. Sono i granata a fare la partita, mentre gli amaranto, nonostante siano in svantaggio, attendono gli avversari. Che vanno vicini al raddoppio al 16’st: errore di Rizzo, che consegna palla ai granata, permettendo a Bianchi di presentarsi davanti a Belardi; provvidenziale, quest’ultimo, ad opporsi a mano aperta al mancino dell’ex ariete amaranto. Inizia ad alzare il proprio baricentro la squadra calabrese, la cui manovra però non trova sbocchi: astuta la Ventura band a non concedere ripartenze.
DUE CHANCE AMARANTO – Breda si gioca dunque le proprie carte al 22’st, inserendo Alessio Viola al posto di Rizzo e D’Alessandro al posto di Adejo. Tre minuti dopo, entra anche Ceravolo per Marino. L’inserimento di altri due attaccanti, però, sortisce pochi effetti. Il Toro infatti non concede un centimetro agli amaranto, che si rendono pericolosi solo al 31’st quando, sulla scodellata di Barillà da punizione, spunta la testa di Angella: la palla finisce fuori di un nulla. Ventura si copre inserendo D’Ambrosio al posto di Antenucci, poi Sgrigna rileva Meggiorini. Nel finale Belardi neutralizza un tentativo dalla distanza di Vives, la Reggina invece insiste con le incursioni di Melara sulla destra. E proprio su un cross basso dell’ex spallino verso il primo palo, si avventa Alessio Viola, che prova ad emulare la prodezza di Danti della passata stagione, arrivando alla deviazione di tacco sotto porta: allora la palla gonfiò la rete, questa volta, sporcata da un difensore, finisce tra le mani di Benussi, che conserva il risultato. Un risultato che non sorride alla Reggina. Ma gli amaranto dimostrano di essere abbastanza vivi per dire la loro nel tour de force finale.


