Reggina, altra beffa dal Verona. Speranze playoff in frantumi
«Con l’amaro in bocca». Così Roberto Breda nel post gara, così tutti i tifosi amaranto, che vedono le proprie speranze infrangersi per la seconda volta contro il Verona. Circa undici anni fa dovettero salutare la serie A, questa volta invece sono le residue ambizioni playoff ad andare, quasi definitivamente, in frantumi. È mancato il guizzo vincente questa sera, è mancata quella dose di “buena suerte” che aveva strizzato gli occhi agli amaranto sabato con l’Albinoleffe, e che questa volta ha voltato loro le spalle, arridendo alla squadra di Mandorlini, che, grazie il gol di Berrettoni all’82’, si porta a casa una vittoria pesante.
RAGUSA ESTERNO – Non è riuscito dunque Breda a consumare la vendetta sportiva sua e di tutti i reggini. Il tecnico trevigiano ci ha comunque provato, non cambiando l’assetto tattico, ma facendo qualche mossa a sorpresa sugli interpreti. Confermata la retroguardia, col trio Freddi-Emerson-Angella davanti al portiere Belardi. E mentre sulla sinistra agisce, come di consueto, Rizzato, la sorpresa è a destra, dove agisce Ragusa, come ai tempi di Gregucci. Centrocampo atipico con D’Alessandro, Rizzo e Barillà. Attacco brevilineo con Alessio Viola e Campagnacci.
Mandorlini conferma invece le indiscrezioni della vigilia, optando per un 4-3-1-2: Rafael tra i pali, Cangi, Abbate, Ceccarelli e Scaglia sulla linea difensiva, Tachtsidis vertice basso, Russo e Hallfredsson ai suoi lati in mediana, con Galli sulla trequarti alle spalle di Gomez e Ferrari.
QUALCHE FIAMMATA – Le due squadre si scrutano e si studiano nella fase iniziale, ma danno l’impressione di non volersi esporre. Ci pensa allora Tachtsidis dopo 7’ a scuotere l’inerzia del match: il greco, però, non trova il jolly dalla distanza. Un giro di lancette dopo, la migliore occasione da gol di marca gialloblù del primo tempo (e probabilmente dell’intera gara): la difesa di casa pasticcia, Ferrari può presentarsi davanti a Belardi, che però gli chiude lo specchio provvidenzialmente. A questo punto è la Reggina a mettere sotto gli avversari, con 20’ circa di intensità. Al 10’, protagonista anche l’estremo difensore veneto: sugli sviluppi di un corner, Campagnacci va al tiro, una deviazione favorisce Ragusa che, da ottima posizione, prova a servire Alessio Viola, tutto solo al centro dell’area: Rafael però si stende, intercetta e salva la sua squadra. Botta e risposta tra Tachtsidis ed Emerson intorno al 20’: il greco prova il tiro a giro sugli sviluppi di un angolo, spedendo sopra la traversa; il brasiliano dalla lunga distanza fa partire un bolide che esce di poco a lato. Esauritasi la verve amaranto, comunque, la sfida torna equilibrata. Prima del rientro negli spogliatoi, Freddi in girata mette in rete, ma l’ex difensore maremmano è in fuorigioco e l’arbitro annulla.
BEFFA BERRETTONI – Stessi 22 nella ripresa, ma dopo 4’ Mandorlini cambia qualcosa: dentro Berrettoni al posto di Galli. Al 50’, Hallfredsson per poco non trova il gol dell’ex, scheggiando con una conclusione dal limite il legno della stessa porta in cui fulminò Buffon tre stagioni fa. La Reggina comunque cala d’intensità, Breda inserisce allora forza fresche: dentro Melara per Ragusa (54’) e Ceravolo per Alessio Viola (59’). Mandorlini risponde inserendo i centimetri di Bjelanovic, che rileva Ferrari. Gli amaranto si rendono pericolosi al 68’ su uno dei tanti corner collezionati, con D’Alessandro che stacca a lato sul suggerimento di Barillà dalla bandierina. Due giri di lancette dopo, è bravo Rafael a rifugiarsi in angolo sull’inzuccata di Campagnacci, che trova lo stacco sul traversone di D’Alessandro. Proprio Campagnacci cede il posto a Bonazzoli al 72’ – applauditissimo il capitano amaranto –, mentre il terzo cambio operato da Mandorlini vede l’inserimento di Jorginho per Russo. I ritmi sono ormai calati, così come la lucidità e la concentrazione. Ad approfittarne è il Verona (82’): traversone di Scaglia dalla sinistra, Angella non ci arriva, la palla arriva a Berrettoni che si traveste da Cossato, fulmina Belardi e regala la vittoria al Verona.
I veneti agganciano così il Sassuolo e possono continuare a lottare per la promozione diretta, mentre per la Reggina – a 7 punti dal sesto posto, con quattro giornate dal termine – la post season è ormai una chimera.


