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RIALZARE LA TESTA
domenica 23 settembre 2012, 20:30Punto di Vista
di Simone Vazzana
per Tuttoreggina.com

RIALZARE LA TESTA

Premessa: la Reggina è una squadra giovane, con molte lacune e poca qualità. Caratteristiche comunque più o meno comuni a gran parte delle squadre del campionato di Serie B. Il popolo amaranto ha accettato il ko di Verona, così come il 2-2 interno col Modena. Ma fa fatica a mandar giù il 3-2 di Padova

Dionigi ha in Sarno il suo uomo di punta. Partito dalla panchina a Padova, si spera, per il tour de force tipico della B: tre gare in sette giorni. Anche Fischnaller non era al meglio della condizione. Guardando il bicchiere mezzo pieno, con il loro ingresso in campo si è assistito a una partita di calcio. Il fantasista campano è in grado di fare la differenza in un campionato del genere, così come l'altoatesino e lo stesso Bombagi, quest'ultimo ai box. I gol arrivano, e questa è la nota positiva: a parte Verona, la Reggina è sempre andata in gol. Più che altro, a preoccupare è la voce relativa ai gol incassati (8 in cinque partite), un problema che alla vigilia sembrava non dovesse presentarsi con in panchina il tecnico che, col Taranto, aveva organizzato la miglior difesa tra i vari campionati europei.

Inutile colpevolizzare i singoli, più che altro va analizzato l'atteggiamento della squadra vista all'Euganeo. Hetemaj e Rizzo bloccati, a protezione di tre centrali difensivi e due esterni incapaci di trovare il fondo al pari di Rispoli e Renzetti. Quasi una difesa a cinque, magari non preventivata da Dionigi a bocce ferme, ma verificatasi per le caratteristiche dei singoli giocatori.

Rizzato, l'arma in più negli ultimi anni della Reggina, più che scarico è poco servito. La squadra fa una fatica enorme nel giropalla. Tanta imprecisione e tantissima prevedibilità, manca un costruttore di gioco in grado di lanciare gli esterni. Ecco perché, quando entra in campo Sarno, la squadra si trasforma. Hetemaj e Rizzo cercano lui, bravo a incunearsi palla al piede e a servire le punte. Fino ad allora, praticamente innocue. 

Barillà trequartista ci mette tanto impegno, ma la qualità di Sarno,del suo ultimo passaggio e del suo dribbling, è imprescindibile. Soprattutto, ed è bene ribadirlo, in un campionato di una qualità talmente bassa da presentare oggi la sesta classifica a soli 6 punti in cinque gare. La Reggina, penalizzazione a parte, ne avrebbe 5.

Sia chiaro, parlare di playoff sarebbe da folli. La classifica piange, a Padova c'è stato un passo indietro e senza Sarno, imbottita di incontristi e difensori, la squadra è facilmente vulnerabile. Le poche squadre che hanno qualità, devono metterla in campo. Cutolo e Farias hanno permesso al Padova di ottenere la prima vittoria in campionato. Sarno e Fischnaller, comunque, hanno avuto il merito di riaprire un match già in ghiaccio. Come con il Modena.

Contro il Lanciano è opportuno rialzare la testa. Tornare a giocare con una propria identità, quella costruita nei mesi di ritiro e presentata nelle prime giornate di campionato. Dionigi è un allenatore capace, cui va lasciato del tempo, ma senza distruggere il lavoro fatto fino alla gara col Modena. La società è stata chiara: far crescere i giovani e mantenere la categoria. Almeno lo si faccia a testa alta. E con una propria identità.