Reggina attendista, allo Spezia basta Sansovini. Ma Foti la vuole così...
Terzo ko di fila. Il quarto in sette partite, in cui la Reggina ha raccolto il magro bottino di 5 punti, 2 effettivi per la penalizzazione. Il terz’ultimo posto comincia a far vacillare la panchina e le convinzioni di Davide Dionigi, arrivato a Reggio con ben altre premesse e promesse. A non mantenerle, sia ben chiaro, è stata innanzitutto la società. Ma questa “inversione a U” dal punto di vista tattico e dell’atteggiamento fa riflettere. A La Spezia, si è rivista quella Reggina attendista di “brediana” memoria. E quando giochi così, porgendo sempre la guancia, se non hai il cinismo (e la fortuna) di sfruttare le occasioni che gli avversari ti concedono, rischi sempre di tornartene a casa con un pugno di mosche. Basta che salti la marcatura su un corner e il Sansovini di turno ti castiga. Ma per Foti «è questa la strada da percorrere». Quella che invece porta al gioco, è un privilegio che a Dionigi non viene più concesso. E così, la Reggina torna a indossare il suo vecchio vestito tattico.
È 5-3-2 - Dopo l’esperimento Facchin, torna Baiocco tra i pali. La difesa è a cinque, con D’Alessandro e Rizzato sugli esterni; al centro, confermato Ely, con Adejo e Di Bari ai suoi lati. Mediana a tre di sola quantità, con Hetemaj schermo centrale, Armellino e Barillà mezzali (Rizzo out per squalifica). In avanti due punte come Ceravolo e Fischnaller per attaccare la profondità, seduto Sarno. 4-3-1-2 per lo Spezia: Lollo, preferito a Porcari, forma il centrocampo con Bovo e il vertice basso Sammarco. In attacco, Antenucci sostituisce lo squalificato Okaka e fa coppia con Sansovini. Alle loro spalle Serena ripropone Di Gennaro.
CI PROVA CERAVOLO – I copioni sono ineluttabilmente chiari sin dal 1’. Spezia che fa la partita, Reggina ultradifensiva che spera nello spunto in profondità dei suoi veloci attaccanti. E gli aquilotti cadono nel tranello, concedendo campo al 15’ a Ceravolo: coast to coast dell’attaccante calabrese e conclusione secca, con la palla che si infrange sulla base del palo lontano e arriva sui piedi di Fischnaller, che non capitalizza da buona posizione. Sfortunata ma anche un po’ egoista la punta di Locri, che al 34’, sempre in contropiede, prova la soluzione personale invece che servire i compagni posizionati meglio: ne esce una telefonata per Iacobucci. Quest'ultimo al 40’ deve deviare in angolo un altro tentativo da fuori area di Ceravolo. Non inganni il computo delle occasioni: gli amaranto – ai “punti” – meriterebbero sì il vantaggio, ma non hanno la supremazia territoriale. E al 44’ serve un grande intervento di Baiocco a dire no alla fiondata di Di Gennaro.
SANSOVINI CASTIGATORE – Spezia più deciso nella ripresa, la Reggina commette l’errore di schiacciarsi troppo. Così, al 56’, basta un calo di concentrazione per ammorbidire le marcature: D’Alessandro si perde Sansovini, che si avvita su corner di Di Gennaro e batte Baiocco. Arriva quindi il momento di Sarno: ti aspetti l’uscita di un centrocampista, ma a sedersi in panchina è Fischnaller. Mentre Serena tiene il baricentro alto, inserendo un altro centravanti, Pichlmann, per Di Gennaro. Per gli amaranto, già sterili davanti, la situazione si complica quando Armellino riceve il secondo giallo e viene espulso. Lo Spezia continua a fare la partita, Sansovini sfiora il raddoppio scheggiando la traversa con un bel tentativo volante. Nonostante tutto, la Reggina potrebbe acciuffare il pari, considerato che la difesa bianca si dimostra tutt’altro che solida. Ma Ceravolo si intestardisce nel cercare la soluzione personale, mancando di precisione, mentre Sarno, tutto solo, invoca il passaggio. Gli scolastici cambi di Dionigi non muovono gli equilibri: entrano Melara per D’Alessandro (76’) e Comi al posto di Ceravolo (82’). Proprio l’attaccante scuola Toro, al 93’, viene steso da Piccini nell’area spezzina: gli amaranto invocano il rigore, ma Gavillucci fa proseguire. Tramonta così l’ultima speranza dei calabresi di pervenire al pareggio.


