La Reggina dopo Cesena: non basta la determinazione
Reggina che agguanta il pareggio al Manuzzi, in un sabato pomeriggio di ottobre inoltrato, piuttosto sereno e caratterizzato da circa 22/23 gradi. Pubblico cesenate numeroso e rumoroso. Pochi, pochissimi, non oltre la ventina i tifosi della Reggina presenti, invece, in curva ospiti. Due gli ex da citare tra le fila del Cesena: Belardi tra i pali e Comotto in difesa, autore della rete dei bianconeri. Un partita sulla carta, quella di oggi per la Reggina, più che abbordabile; ma come troppo spesso accade ultimamente, tra le aspettative e i risultati concreti c’è un abisso.
FORMAZIONE E PARTITA
Oggi Dionigi schiera Melara sulla fascia e Bombagi dal primo minuto. Scelte, che si rivelano in parte positive, come accade nel caso di Melara, per quel che riguarda il suo proporsi in avanti, e in parte negative se invece ci si riferisce a Bombagi, che lì davanti si fa decisamente desiderare. Buona, ma non delle migliori, la prestazione di Adejo in difesa, soffre un po’ nel primo tempo, ma è sempre pronto a recuperare palloni nel secondo. Non idilliaca la partita di Barillà a centrocampo, meglio i suoi primi 45’, che i secondi. Poco da dire su Rizzo che si becca l’ennesima ammonizione sul campo e viene sostituito due minuti dopo dal mister. Poca determinazione e scarsa concentrazione, portano gli amaranto ad essere, troppo spesso, anticipati dai giocatori bianconeri; per tutto l’arco dei primi 45’ di gioco. Ed è proprio nel primo tempo che si concretizza il vantaggio cesenate. Dionigi capisce tutto e cerca di dare una nuova impronta al match dopo l’intervallo. Al 54’ fuori Bombagi, dentro Sarno, al 57’ Armellino rileva Rizzo a centrocampo e infine, al 70’ Comi prende il posto di Fischnaller in attacco. La Reggina cambia mentalità: i guizzi di Sarno, le ottime doti di Armellino in mezzo al campo e la testa di Comi danno la scossa. Gli amaranto tirano fuori il carattere e siglano all’88’, dopo molti tentativi e una rete annullata per fuorigioco, il meritato pareggio, almeno per quanto visto nel secondo tempo. L’ultimo brivido arriva al 92’, durante i 4’ di recupero, quando Succi su punizione manda sul palo una buona occasione cesenate.
CESENA
Una squadra, quella di casa, non eccessivamente brillante, che gioca un buon primo tempo, grazie anche alla difesa e al centrocampo amaranto, che gliene danno l’occasione. Va un po’ in difficoltà, invece, nella seconda parte del match, quando la Reggina si sveglia, un pochino, dal torpore che quest’anno la contraddistingue. I precedenti tra le due squadre ci portano alla vittoria della Reggina nel 2009, annata difficile, anche quella, e alla vittoria bianconera, per tre reti a zero, nel gennaio 2010. Mancava all’appello proprio il pareggio, arrivato esattamente oggi alla fine dei 94’ di gioco.
DALLO STADIO
I giocatori e Dionigi non hanno rilasciato alcuna dichiarazione e questo potrebbe far pensare al clima, non proprio dei migliori, in casa amaranto. Dionigi stesso aveva parlato di una partita da vincere categoricamente oggi a Cesena e invece, purtroppo, anche oggi la Reggina ha messo in bella mostra i suoi tanti limiti. Il nervosismo di Dionigi era quasi palpabile ed è esploso, manifestandosi completamente, al 69’ quando s’è fatto espellere, raggiungendo il presidente e Castiglia in tribuna. Avrebbe dovuto dominare la partita, oggi la Reggina, ed invece, ancora una volta s’è fatta infilare dagli avversari, per poi andare in affanno e tentare con ogni mezzo di recuperare. Le pecche di questa squadra sono note e visibili. Attribuire tutte le colpe al mister sarebbe riduttivo, così come sarebbe altrettanto riduttivo riversarle tutte nella direzione della campagna acquisti estiva. Conosciamo tutti a grandi linee, la situazione economica della società calabrese e sappiamo perfettamente quale sia stata la linea della società questa estate: puntare sui giovani da valorizzare ed eventualmente rilanciare sul mercato. I giovani però sono sempre un’incognita, a volte riservano ottime sorprese, altre volte, invece, le cose non vanno come ci si aspetta. A questa squadra mancano qualità ed esperienza, e da essa ci si aspettava oggi, come nelle giornate passate, maggiore corsa e maggiore velocità, allo scopo di riempire i vuoti visibili e chiari in termini di qualità e quantità. La Reggina, sembra spesso una squadra stanca, che attende l’avversario invece di anticiparlo e pressarlo, evitandogli così di ragionare con lucidità. Nel primo tempo si è vista una squadra, quella cesenate, ordinata e capace di trovarsi facilmente nei passaggi e nei fraseggi e una squadra, quella amaranto, invece, in seria difficoltà persino nelle cose semplici. È da sottolineare come, troppo spesso, la Reggina segni e si proponga concretamente, davanti, solo su calci da fermo. Ciò significa che non sono presenti, ad oggi, nel collettivo amaranto, giocatori in grado di aggredire gli spazi, proporsi senza palla e driblare gli avversari in prossimità dell’area. Non è quindi, potremmo dire, quella attuale, una Reggina aggressiva e propositiva.
CONSIDERAZIONI POST GARA
La Reggina attuale non promette certamente un campionato stellare o di alta classifica. Che si giochi per i playout o per altri obiettivi, ciò che oggi si può apprezzare, tra le fila amaranto, è probabilmente, la determinazione. Carattere e caparbietà, però, non regalano sempre i tre punti, servono anche qualità e quantità. Tutto questo potrebbe arrivare, come si augura lo stesso Dionigi, con il mercato invernale, ma è certamente troppo presto per introdurre certi argomenti. Il gruppo si dimostra volenteroso ma decisamente mancante, sotto molti punti di vista. Da sottolineare una curiosità interessante: la presenza dell’ex mister Gianluca Atzori in tribuna laterale; a cosa si deve questa visita? Nostalgia o altro? Sarà il tempo, eventualmente a fornire delle risposte. Ana Maria Misericordia.


