FOCUS ASCOLI - Marchigiani intramontabili. Zaza l'uomo in più
Se pensi ad una tipica squadra di serie B, l’esempio più calzante oggi è proprio l’Ascoli., giunto alla sua sesta partecipazione consecutiva nel torneo cadetto. Una compagine rognosa, che, a causa delle penalizzazioni degli ultimi anni, ha ormai acquisito una mentalità pugnace. Due anni fa si salvarono con 6 punti di handicap; la scorsa stagione la zavorra era invece di 7 punti. Quest’anno, con un solo punto di penalizzazione e un organico all’altezza, l’obiettivo è tenere la distanza di sicurezza dalla zona rossa della classifica.
I NUMERI - 12° in classifica con 12 punti (al netto del -1), l’Ascoli ha conquistato solo il 31% dei punti in trasferta: 4 sui 13 totali, frutto di un pareggio (sul campo del Lanciano), una sola vittoria (al “Castellani” di Empoli) e 3 sconfitte. 14 i gol subiti (come la Reggina), 13 quelli fatti. In casa: 8 reti realizzate, 7 subite; in trasferta: 5 fatte, 7 subite. L’Ascoli segna la maggior parte dei suoi gol nella ripresa (9), mentre ne ha subiti 5 nell’ultimo quarto d’ora.
IL MAGO SILVA – Classe 1951, Massimo Silva è un allenatore dal lungo curriculum. Da calciatore, è stato attaccante, tra le altre, di Inter, Ascoli, Milan, Pescara e Messina. Inizia ad allenare nel 1988 e, dopo tanti anni di gavetta nelle categorie inferiori (allena tra le altre Ternana, Benevento, Taranto e Frosinone), nella stagione 2004-2005 arriva la chiamata di Benigni, presidente dell’Ascoli (serie B), che guida assieme al giovane Giampaolo. Al termine della stagione i marchigiani non vincono i playoff ma vengono ripescati in A, dove la stagione successiva riescono a salvarsi con due giornate di anticipo. Poi tre anni alla guida del Brindisi e successivamente c’è il Casarano. Nel novembre 2011 torna ad Ascoli, dove sostituisce Castori e raggiunge una salvezza miracolosa, visto che i marchigiani erano ultimi, ancora col segno meno in classifica per la penalizzazione. Inevitabile la conferma per la stagione 2012-2013. Allenatore in seconda è Antonio Aloisi, ex della Reggina nelle vesti prima di difensore (stagione ’97-98) e poi di allenatore degli Allievi amaranto (dal 2008 al 2010).

OCCHIO A ZAZA – Silva predilige il 3-5-2, che diventa 5-3-2 in fase di non possesso. In porta c’è l’esperto Guarna, giunto alla sua quinta esperienza nelle Marche, in più sessioni di mercato oggetto dei desideri della Reggina. Squalificato l’ex amaranto Peccarisi, i tre centrali di difesa dovrebbero essere Prestia (’93), Ricci e Faisca. Scalise e Pasqualini i terzini, con Conocchioli e Giallombardo le alternative. Centrocampo con buona qualità, grazie alla regia di Loviso, all’esperienza di Di Donato e al talento di Fossati (’92), scuola Milan, altro calciatore che ha buona visione di gioco. Altra soluzione l’impiego di Tommasso Morosini (’91). Tra le fila dei bianconeri milita anche Davide Colomba (’92), figlio d’arte. Mancheranno invece gli acciaccati Russo e Hanine. In attacco, ancora fermo ai box l’esperto Soncin. Ci sarà dunque spazio per l’ungherese Feczesin e Simone Zaza. L’ex Brescia ha messo a segno due reti, il doppio (4) ne ha realizzate Zaza, attaccante completo, classe 1991, scuola Atalanta. Di proprietà della Sampdoria, l’anno scorso ha disputato metà stagione con la Juve Stabia, giocando pochi spezzoni, e da gennaio in poi con il Viareggio, in Prima Divisione, mettendosi in evidenza con 9 centri in 16 gare. Occhio all’inserimento in corsa dell’ex padovano Dramè.


