Reggina sprecona, ma il 3-4-1-2 è la strada da percorrere
Gol segnati, gol sbagliati, errori, ammonizioni, espulsioni, rigori non dati, magliette rifiutate. Il tutto condito da una rissa finale. Reggina-Varese, gara tranquilla, esplode nel finale. Vi abbiamo riportato le dichiarazioni dei protagonisti, noi proveremo a parlare di calcio. Due punti buttati dalla Reggina, che non riesce a chiudere un match e, di fatto, si fa gol da sola. Ma modulo e manovra sono incoraggianti: restano i soliti errori individuali in difesa e sotto porta. Ma qui Dionigi può fare poco.
OCCASIONI SPRECATE - Dionigi conferma le attese della vigilia, tornando all’assetto visto con l’Ascoli e bocciato, senza motivo, per la trasferta di Castellammare. Così, Sarno dietro Comi e Ceravolo, con Bergamelli al posto dell’infortunato Di Bari e Barillà confermato sull’out di sinistra. Castori lascia Neto Pereira in panchina, scegliendo Eusepi come partner offensivo di Ebagua. Il copione è chiaro sin dall’inizio: la Reggina, seppur in maniera non proprio rapida, prova a fare la partita. Con il Varese che preferisce attendere e ripartire. Al 3’, Melara manda in porta Ceravolo, che va via a Troest e spiazza Bastianoni, ma in caduta mette il pallone sul fondo di sinistro. La risposta ospite è affidata a Nadarevic, la cui conclusione termina sull’esterno della rete. Intorno al quarto d’ora, invece, tocca a Hetemaj chiudere in extremis su Kone, imbeccato dalla destra da Fiammozzi. Un minuto dopo, un pasticcio in difesa innesca Ceravolo, che di destro, quasi da fondo campo, trova le gambe di Bastianoni. Da qui, la Reggina prende più coraggio e soffre meno: al 21’, infatti, Melara crossa bene per Comi, il cui colpo di testa è deviato in angolo da un difensore. Gli amaranto si presentano davanti a Bastianoni anche con Barillà, che alla mezzora viene servito bene da Ceravolo. Il centrocampista di Catona, disturbato da Zecchin, non riesce a scavalcare l’estremo difensore. Poco prima della fine del primo tempo, stessa azione con Sarno bravo a inventare per capitan Ceravolo, il cui sinistro è sbilenco.
DOCCIA FREDDA - A inizio ripresa, Castori presenta Damonte al posto di uno spento Filipe, ma la Reggina trova comunque il vantaggio: angolo di Ceravolo e colpo di testa vincente di Comi, bravo ad approfittare dell’incertezza di Troest e Bastianoni. Primo centro sotto la Sud per l’attaccante scuola Toro. Castori allora prova a correre ai ripari, richiamando Eusepi e mandando in campo Neto Pereira. Che al 58’ viene letteralmente murato dall’onnipresente Adejo. Cinque minuti dopo, materiale per la moviola: Comi viene steso da Fiamozzi in piena area, ma Manganiello ammonisce il giocatore di casa per simulazione. Nonostante un contatto evidente. Dionigi richiama subito dopo Armellino per affidarsi alla freschezza di Rizzo, provando a portare maggio consistenza in mezzo al campo. Castori invece si gioca come ultimo cambio la carta Tripoli, al posto dell’ammonito Kone. Pochi secondi dopo, altro angolo di Ceravolo, altro colpo di testa di Comi, che sfugge nuovamente a Troest ma senza trovare la porta. La Reggina spreca ancora al 71’: grandissimo contropiede avviato da Barillà, che affida la sfera a Sarno, bravo a servire in area Rizzo. Il centrocampista di Messina, invece di concludere di sinistro, cerca Ceravolo. Ma l’azione sfuma. Al 72’, Dionigi richiama Sarno e serve Fischnaller, che per poco non sorprende Pucino. Sul corner conquistato dall’altoatesino, tocco di mano in area proprio di Pucino, ma anche in questo caso Manganiello lascia giocare. Ma al 76’, arriva la doccia fredda. Ebagua conquista un calcio di punizione, battuto a sorpresa da Zecchin. Sugli sviluppi, Hetemaj liscia un pallone in area, girato in rete senza problemi da Neto Pereira, al terzo centro stagionale. Al 79’, occasione per Ceravolo, il cui diagonale è respinto da Bastianoni. La reazione concreta non c’è. E al 90’, la Reggina rischia il tracollo, con Neto Pereira che non riesce a servire Ebagua, da solo in area di rigore. Nel recupero, doppio giallo rimediato da Adejo, che salterà la trasferta di Bari. Due punti buttati via. Ancora una volta. E, come se non bastasse, finisce in rissa. Con i tifosi del Varese che non accettano le magliette dei propri calciatori.


