ESCLUSIVA TUTTOREGGINA - Pagliaro (Cittàceleste.it): «Reggina avversario ostico per la Lazio»
Sabato mattina, al centro sportivo Sant'Agata, sarà di scena la Lazio di Bollini, attualmente terza forza del girone C. Gli amaranto dovranno fronteggiare un avversario ostico ma non imbattibile. Abbiamo contattato Francesco Pagliaro, redattore di CittàCeleste.it con cui abbiamo affrontato diversi temi riguardanti sia la gara di sabato che la situazione del settore giovanile biancoceleste.
Ciao Francesco, sabato la Reggina se la vedrà con la Lazio guidata da Bollini. Che partita ti aspetti?
«Mi aspetto una gara intensa, come da copione che piace tanto ad Alberto Bollini. I granata, come successo l'anno passato, venderanno cara la pelle. Non a caso la Reggina è una delle poche squadre che fermò la Lazio sul pari la scorsa stagione, dove gli aquilotti volarono fino in finale di categoria.»
Rispetto allo scorso anno è una Lazio più debole o più forte?
«E' una Lazio diversa, cambiata radicalmente nella sua struttura, soprattutto dal punto di vista del''età media dei suoi interpreti. L'anno scorso c'erano 7 elementi al limite d'età(classe 92), per quella che è stata una squadra di veri e propri "veterani" della categoria. Quest'anno si è rinnovata quasi completamente la rosa, con elementi altrettanto validi provenienti dalla brillante selezione degli Allievi Nazionali di mister Inzaghi. Certo non ci potrà aspettare la continuità di rendimento vista l'anno passato. Anche perchè ci sono squadre altrettanto valide come Napoli, Roma e Palermo.»
Come giudichi il lavoro della società biancoceleste a livello giovanile? Spesso la società di Lotito viene criticata perché a un certo punto del percorso formativo blocca la crescita del ragazzo. Sei d'accordo con questa visione?
«Fino al ritorno di Bollini non si poteva certo parlare di risultati esaltanti, la gestione Sesena non ha avuto risultati pari all'impegno profuso. Con l'attuale tecnico c'è una traccia ben chiara dal punto di vista dell'identità, dell'appartenenza, oltre un crescendo di risultati che ha portato al miglioramento tecnico, ma soprattutto caratteriale, di molti giovani calciatori. Certamente la società biancoceleste utilizza metodi poco consoni con i propri ragazzi, una volta concluso il percorso in primavera: richieste esose per le comproprietà quando si dovrebbero offrire prestiti gratuiti con premi di valorizzazione, oppure formule di semplici prestiti secchi senza nessun vantaggio per l'acquirente. Pertanto spesso si è incappati in operazioni poco vantaggiose, che di fatto non tutelano il patrimonio umano e tecnico in proprio possesso, con il rischio di perdere i tanti anni di lavoro spesi sul calciatore. Un esempio su tutti è quello di Ceccarelli.»
Antonio Rozzi è uno dei migliori prospetti del campionato Primavera. Lo avresti mandato in qualche categoria professionistica a "farsi le ossa"?
«Rozzi è certamente il prodotto più interessante e di prospettiva al momento, ma è ancora giovane e trovo giusta la politica in atto. Ovvero quello di fargli fare la spola tra Primavera e prima squadra per quest'anno, che non potrà altro che aumentare la sua appetibilità. A patto che dal prossimo anno lo si mandi a "fare le ossa" con la giusta formula, ad esempio una cessione in prestito con diritto di riscatto e controriscatto prefissato a favore della Lazio.»
Quale sarà la probabile formazione biancoceleste in vista della sfida di sabato?
«Bollini, nonostante gli ultimi esperimenti tattici, dovrebbe presentarsi con il tipico 4-3-3. In avanti sarà ballottaggio tra Lombardi e Vivacqua per il ruolo di esterno destro d'attacco, mentre Tira e Rozzi dovrebbero partire dall'inizio. In mediana ci sarà l'affiatatissimo trio composto da Crecco e Cataldi mezz'ali, con Falasca in cabina di regia. In difesa Vilkaitis dovrebbe far coppia con Serpieri, mentre sugli esterni spazio a Ilari sulla destra e Filippini (centrale adattato) sull'out opposto, anche perchè il neo-acquisto Quintero è ancora in fase di "rodaggio". Infine Scarfagna difenderà i pali.»
Qualche tempo fa, in occasione della sfida tra Lazio e Reggina categoria Allievi Nazionali, abbiamo sentito la collega Linda Borgioni che ci ha parlato del suo ricordo di Mirko Fersini. Due settimane fa il campo di Formello gli è stato intitolato. Tu cosa ricordi di quelle settimane di Aprile?
«Ricordo l'incredulità, la voglia di non credere che un ragazzo possa essere strappato ai suoi sogni da un sonno imperturbabile. Poi il funerale sotto la pioggia, i palloncini biancocelesti lanciati in cielo dai suoi amici, le centinaia di ombrelli che hanno colorato un atmosfera grigia e triste, quasi a ricordare una gioia che si andava sottraendo a chi veramente l'ha conosciuto e gli ha voluto bene, che ancora gliene vuole. Ma soprattutto che gliene vorrà in eterno, anche grazie al nobile gesto della società, che ha lui intitolato il campo di Formello. Grazie a questo Mirko vivrà per sempre.»


