Lucioni abbatte il Chievo, la Reggina stacca il biglietto per San Siro
Dopo Nocerina e Modena, il Chievo è la terza vittima della Reggina in Tim Cup. Grazie a un gol di Lucioni nella ripresa, la squadra di Dionigi supera infatti i veneti e si qualifica agli ottavi, regalandosi il Milan e un proscenio importante come “San Siro” (che ospiterà gli amaranto il prossimo 13 dicembre). Un piccolo motivo di orgoglio e un temporaneo palliativo per il morale, visto che attualmente la classifica del campionato non permette agli amaranto di fare altrettanti salti di gioia.
SECONDE LINEE – Entrambi i tecnici mischiano le carte, proponendo formazioni ricche di seconde linee. Tra le fila della Reggina, rispetto alle scelte annunciate alla vigilia, l’unica novità è la presenza in difesa di Lucioni, al posto di Bergamelli: l’ex spezzino compone il trio davanti al portiere Facchin con Ely e Freddi. D’Alessandro a destra, sulla corsia mancino torna Rizzato, reduce da infortunio muscolare. In mediana, la coppia Rizzo-Castiglia. Rifinitore del 3-4-1-2 è Bombagi, Viola-Fischnaller la coppia d’attacco: Campagnacci parte dalla panchina.
L’indimenticato ex Puggioni tra i pali gialloblù; davanti a lui, linea a quattro di difesa composta da Sardo, Coulibaly, Farkas e Jokic. Cofie, Dettori e Marco Rigoni a centrocampo, mentre Moscardelli, Samassa e l’altro ex Di Michele formano il tridente.
PANTANO - La Reggina mantiene la promessa del suo allenatore, cioè quella di «giocare per vincere e provare a imporre il proprio gioco». Buona la tenuta del campo e ammirevole l’intento di far circolare la palla da parte degli amaranto, nonostante le pessime condizioni del terreno di gioco, reso un pantano dalla fitta pioggia, rendano quasi impossibile giocare a calcio. La prima chance capita al 12’ sui piedi di Rizzo, che dal limite prova la saettata: palla che sorvola il montante. Il Chievo ha invece l’occasione al 20’, quando, su punizione di Rigoni, Cofie trova la zuccata ma non lo specchio. Cresce col passare dei minuti la squadra di casa, che recrimina per due presunti falli di mano di Lucioni in area, ci prova con Sardo dalla distanza e per poco non punisce gli amaranto su una frittata di Facchin (39’): il portiere ex Pavia “cicca” infatti il pallone su cross basso di Rigoni, decisiva l’opposizione di Lucioni che nega a Samassa il tapin. Chiude la prima frazione di gioco una punizione a giro di Bombagi, che termina di poco alto sopra l’incrocio.
LUCIONI PROTAGONISTA – Corini inserisce Dramè al posto di Sardo a inizio ripresa. Le squadre si affrontano a viso aperto: Facchin è bravo a sventare due pericolosi di marca giallobù, prima neutralizzando una conclusione di Di Michele, poi respingendo un mancino a rientrare di Moscardelli. In mezzo alle due occasioni, ad andare più vicina al gol è la Reggina con Fischnaller, il cui colpo di testa, su traversone di Rizzato, finisce di un soffio alla sinistra di Puggioni, complice anche una deviazione. Al 54’ arriva il momento di Campagnacci, che rileva Viola. Sei giri di lancette dopo la Reggina passa: corner di Bombagi, Lucioni di prepotenza prende il tempo a Jokic e incorna senza lasciare scampo a Puggioni. La squadra di Dionigi adesso arretra il baricentro per chiudere i varchi, visto che il Chievo inizia a pigiare sull’acceleratore alla ricerca del pari. Sul sinistro di Dramè al 74’ Facchin se la cava come può. Entrano Louzada per Fischnaller nella Reggina e Stoian per Moscardelli tra i clivensi. L’ingresso del rumeno dà ancora più verve alla compagine veneta, che mette gli amaranto alle corde nel finale. Clamorosa, tra le varie chance, l’auto-traversa colpita da Lucioni al minuto 82. Nel finale entra anche Maicon al posto dello sfinito Freddi. La Reggina si ridisegna col 4-2-3-1, nel tentativo di coprire meglio gli spazi, soffre ma porta a casa il risultato, continuando la sua avventura in Coppa Italia.


