TECNICI CONTRO - Dionigi contro Sarri
DIONIGI:
Ha poche alternative a disposizione, ma l'unica mossa che sorprende è quella di Fischnaller in campo dall'inizio in luogo di Gianmario Comi (l'altoatesino ultima volta da titolare il 30 ottobre, Juve Stabia-Reggina 1-0). Il tecnico, viste anche le modalità con le quali la Reggina attacca, prova a colpire centralmente la formazione avversaria, salvo il fatto che gli esterni provano sempre il cross (con risultato assai modesti). In più aggiungiamoci che Ceravolo dimentica sempre di avere un compagno di reparto e la squadra raramente serve l'ex Sudtirol.
Sarri limita gli amaranto con una semplice mossa: l'allargamento sugli esterni dei due interni di centrocampo. Sin dall'inizio, Croce chiude su Melara, aiutando Hysaj, poi Moro si allarga a destra e il lancio dal quale scaturirà il calcio di rigore, nasce da una sua imbeccata. E' scacco matto alla Reggina, con Moro e Croce che salgono in cattedra senza alcuna opposizione. In più, la difesa soffre tantissimo i tagli per via centrale degli azzurri. Il rigore e lo svantaggio, sono una conseguenza prevedibile al cospetto di una squadra qualitativamente più forte. Gli amaranto giocano con intensità per i primi 10-15 minuti, salvo poi accusare il colpo al cospetto degli azzurri.
Nella ripresa, la Reggina si imbruttisce ancor di più. Si provano lanci in avanti assai discutibili e solo al 57esimo Dionigi lancia Sarno per Bombagi. La sconfitta sembra però ineluttabile, anche con l'ingresso di Comi. Paradossalmente, la squadra non sfonda più sugli esterni e l'unica prima punta a disposizione di Dionigi, resta in panne.
Lo 0-2 e il definitivo tris di Maccarone, sono una punizione severa, ma che fa riflettere sull'assembaggio di questa Reggina. Fortuna che c'è la sosta e che la società, lo sperano quasi tutti, possa attingere al mercato per correggere le numerose lacune.Ma il tecnico fa discutere per alcune scelte di formazione e di gestione della gara stessa. VOTO: 5
SARRI:
Semplice, essenziale, con uno strapotere quasi disarmante. L'Empoli è una squadra che può arrivare sino in fondo, dato non di certo decretato dalla gara del Granillo, ma lo ha certamente confermato. A differenza del collega Dionigi, l'ex allenatore del Sorrento conferma il suo impianto di gioco, senza snaturarlo quasi mai. Sin dai primi minuti, anche nei momenti di difficoltà, la squadra si difende e riparte velocissima, preferendo il fraseggio corto piuttosto che lanci dissenati o cross inutili per il centro dell'area. I risultati sono deleteri per la Reggina, in enorme difficoltà dietro. La mossa vincente è lo spostamento dei due interni sugli esterni, a chiudere sull'unica fonte di gioco della Reggina, Melara e Rizzato.
Qualche pecca della difesa c'è stata, ma la qualità dalla cintola in su, ha fatto decisamente la differenza. Nella ripresa, a parte un'opportunità di Ceravolo, la retroguardia ha vita facilissima.
Continua il miracolo di questo Empoli, che da potenzialmente squadra d'alta classifica, è diventata una squadra da corsa. Sarri ha saputo modificare la situazione e far rialzare la testa ad un undici che nelle prime nove non è stata capace di vincdre una sola gara. Roba da stropicciarsi gli occhi: i playoff non sono una chimera. VOTO: 7


