Tris in rimonta che fa parlare il campo
Reazione di carattere ma soprattutto di qualità. La Reggina fatica, va sotto, soffre, ma alla fine dimostra in sei minuti (quelli intercorsi tra i gol di Di Michele e Gerardi) di essere superiore alla Juve Stabia e porta a casa la prima vittoria in campionato. Quella che serviva per metabolizzare al meglio una settimana in cui il polverone dialettico scaturito dalle dichiarazioni del tecnico rischiava di far abbassare la concentrazione su ciò che più conta, cioè il campo. Il cui verdetto, come sempre, è inconfutabile – benché anch'esso soggetto a interpretazioni – e più eloquente di qualsiasi diatriba. Cosa ha “detto” dunque il campo? Che c'è tanto da lavorare su schemi, idee e gioco, per far sì che il collettivo esalti le doti dei solisti. Per adesso, le fiammate dei singoli bastano ad avere la meglio su un avversario di categoria, ma questo ci conferma che l'attuale Reggina ha un tasso tecnico superiore a quello (abbastanza imbarazzante, soprattutto a centrocampo) che esprimeva la squadra amaranto nella passata stagione. Andiamo dunque alla cronaca.
DIFESA A QUATTRO – Con tre centrali su cinque non arruolabili (Ipsa squalificato, Di Lorenzo impegnato in Under 21 e Gentili ancora non in condizione), Atzori fa di necessità virtù passando alla difesa a quattro. Maicon e l'ultimo arrivato Foglio agiscono dunque da terzini, Adejo-Lucioni la coppia centrale. Centrocampo a tre con Colucci in cabina di regia, Rigoni e De Rose interni (assente Strasser, convocato dalla Sierraleone). Con il gol di Lanciano si guadagna una maglia da titolare Cocco, riferimento centrale di un tridente completato da Fischnaller e Di Michele.
Braglia propone invece un quadrilatero con vertice basso a centrocampo: Mezavilla davanti alla difesa, poi il trio Scozzarella, Doninelli, Suciu. In attacco, Diop e Di Carmine
Reggina che fa la partita, cercando di sfondare soprattutto sull'asse destro Maicon-Fischnaller. Proprio dall'attaccante altoatesino arriva il primo tiro in porta della sfida (16'): movimento a rientrare verso il centro e mancino angolato ma poco potente, Branescu non rischia e devia in corner. La Juve Stabia fa una gara di applicazione tattica, provando a irretire i padroni di casa e a sfruttare al massimo gli episodi, come quello che capita al 23' sugli sviluppi di un angolo: smanacciata non impeccabile di Benassi, Suciu prova a beffarlo di testa, Rigoni salva praticamente sulla linea. Ancora da corner arrivano le occasioni degne di nota: De Rose dalla distanza saggia la reattività di Branescu, che si fa trovare pronto. Altro angolo, e questa volta la Reggina trova il gol con un'inzuccata di Cocco, ma il direttore di gara annulla per un presunto fallo di Di Michele sullo stesso portiere campano. Braglia non è evidentemente soddisfatto, visto che richiama in panca Diop, mettendo dentro Murolo e passando alla difesa a tre. Con gli equilibri tattici da ritrovare da parte degli ospiti, la Reggina prova ad approfittarne: il grimaldello è Fischnaller, che lavora un ottimo pallone per Cocco, mettendolo davanti al portiere, anche se da posizione defilata. Ma l'ex Verona spreca calciando male. In chiusura di primo tempo Braglia è costretto a giocarsi il secondo cambio: Doukara rileva l'acciaccato Mezzavilla.
VESPE AVANTI - Doccia fredda per la Reggina a 3' dal rientro in campo: Adejo pasticcia nella chiusura di un cross basso di Ghringhelli, Di Carmine non fa complimenti servendo all'indietro Suciu, che la piazza sotto l'incrocio. La difesa amaranto è in bambola, visto che le Vespe penetrano ancora e rischiano di colpire con Di Carmine. De Rose prova a suonare la carica dalla distanza, con un mancino disinnescato da Branescu, che con la mano di richiamo mette in angolo. Ma è un tentativo isolato, mentre dietro si continua a soffire, con Doukara che va all'uno contro uno con Adejo e fa partire il sinistro: palla sull'esterno della rete.
RIMONTA AMARANTO – A questo punto (55') Atzori inserisce l'artiglieria pesante: Gerardi prende il posto di De Rose (sostituzione accolta tra i fischi del pubblico) e si passa a un 4-4-2 iper offensivo, con l'ex Udinese e Cocco riferimenti centrali, Fischnaller e Di Michele attaccanti esterni. La nuova “formula” ci mette una decina di minuti a ingranare, il primo pericolo è una conclusione da lontano di Gerardi, l'esito è sempre lo stesso: Branescu devia in angolo. Per sbloccare la situazione serve un pizzico di fortuna e l'incisività del “top player”. Il mix si verifica al 70', quando la Reggina prova a penetrare con insistenza prima con Di Michele, poi con Fischnaller; un rimpallo su quest'ultimo favorisce il numero 10, che finalmente in diagonale beffa Branescu, nonostante questi ci arrivi: la palla lentamente sbatte sul palo e varca la linea.
L'autore del pareggio esce per far posto a Caballero, la Reggina continua a premere. Minuto 76: Foglio da corner serve Colucci, che va al cross: Branescu va a farfalle, Cocco ha la lucidità di rimettere in mezzo, trovando Gerardi per il quale è un gioco da ragazzi: 2-1. La Juve Stabia è ormai un pugile suonato. All'81' arriva così il tris: Cocco dalla sinistra rientra verso il centro e spara su Branescu, che respingendo offre il tap-in aereo per Gerardi, che con la sua doppietta mette definitivamente in cassaforte una vittoria sofferta ma meritata per la squadra di Atzori.


