Un Trapani stellare o una Reggina senza raziocinio?
La prima sconfitta stagionale della Reggina è di quelle che lasciano il segno. Quattro sberle dal Trapani, una difesa inguardabile, un attacco con le polveri bagnate. Il gioco, le idee, la capacità di reazione? Queste sconosciute... Obiettivamente, era difficile fare peggio di Lanciano: la Reggina ci è riuscita. D'accordo, davanti c'era un Trapani che sfoggia lo status di “matricola” solo come specchio per le allodole. Una squadra che gioca a memoria, sospinta dall'entusiasmo del suo pubblico. Un Trapani ancora imbattuto nel 2013. Ma la Reggina era stata avvertita delle insidie di questa gara. Ci siamo dunque trovati di fronte a un «Trapani stellare», come l'ha definito Atzori, oppure a una compagine i cui indubbi meriti hanno trovato terreno fertile in una squadra - quella amaranto - già in difficoltà come orchestra e inspiegabilmente privata dei suoi migliori solisti?
ATZORI SORPRENDE TUTTI – L'undici iniziale proposto da Atzori sorprende infatti tutti gli addetti ai lavori: confermato il 4-3-3 e la difesa formata da Maicon, Adejo, Lucioni e Foglio davanti a Benassi, ma dalla cintola in su ci sono esclusioni eccellenti: fuori Colucci, Strasser, Di Michele e Cocco. Accanto a Rigoni, che agisce in cabina di regia, ci sono dunque De Rose e Dall'Oglio, quest'ultimo al debutto dal 1'. In attacco, il tridente è formato da Fischnaller, Gerardi e Louzada.
Cambia poco invece Boscaglia, che fa del 4-4-2 il suo credo calcistico. Garufo-Pacilli la catena di destra, Rizzato-Nizzetto l'asse mancino. Pirrone e Caccetta in mediana, Mancosu-Djuric il tandem offensivo. In panca Madonia e Iunco.
DOPPIO DJURIC – Il primo squillo di una sfida inizialmente equilibrata è di marca amaranto: protagonista Fischnaller che dalla sinistra si accentra e scarica il destro, Nordi si oppone mettendo in angolo. Il Trapani inizia ad ingranare imperversando sulle corsie laterali: il pallone rimesso in mezzo al 5' da Mancosu, spazzato da Adejo a ridosso della linea di porta, è un primo campanello d'allarme. La conferma che la difesa amaranto non sia nella sua giornata migliore arriva intorno al quarto d'ora, quando Pacilli riesce a spuntarla in area tra una selva di maglie favorendo Mancosu, la cui conclusione sporca è intercettata da Benassi. Sei giri di lancette e il Trapani passa: traversone ben calibrato di Nizzetto – pericolo costante sulla corsia mancina – e stacco poderoso di Djuric, che sovrasta Adejo e batte Benassi. La Reggina prova a destarsi con qualche fiammata: al 29' De Rose si incunea sulla sinistra e mette un pallone tagliato che attraversa tutta l'area, Fischnaller non ci arriva in spaccata. Un giro di lancette dopo, su cross di Foglio Gerardi incorna nel peggiore dei modi. Ma il giropalla è lento e disorganizzato. Si prova a far male dalla distanza, ma il mancino di Dall'Oglio fa il solletico a Nordi. Il Trapani ha ormai preso il predominio territoriale. Al 41' va vicinissimo al raddoppio, con un batti e ribatti nell'area amaranto: di riffa o di raffa, la difesa calabrese si salva. Ma ammaina bandiera bianca nell'azione successiva: sempre Nizzetto al cross, sempre Djuric a prendersi gioco di Adejo e Lucioni, prendendo l'ascensore e inzuccando in rete. Ne fa le spese anche Benassi, che nel tentativo di arrivarci sbatte con la testa contro il palo: momenti di paura per il portiere, che perde i sensi e viene immediatamente soccorso. Uscirà tra gli applausi dello sportivo pubblico trapanese: entra Zandrini.
REGGINA ALLA DERIVA - Atzori decide di giocarsi le ultime due sostituzioni a sua disposizione a inizio ripresa: dentro Di Michele e Maza, fuori Louzada e Dall'Oglio. Ma la nuova Reggina a trazione anteriore subisce presto il tris che di fatto le taglia le gambe: su schema da punizione, Pirrone viene pescato tutto solo al limite dell'area e trova la gloria con un destro che si infila sotto l'incrocio. Si accende Di Michele (55'): destro dalla distanza che si infrange sulla traversa. Poi è ancora Trapani: Zandrini vola su un altro tentativo di Pirrone, rifugiandosi in angolo. Solo il prologo al poker (63'): Garufo trova spazio sulla destra e va al traversone, Mancosu insacca senza alcun tipo di disturbo. E solo la traversa nega il pokerissimo a Djuric, incontrastato e incontrastabile di testa (75'). Break amaranto, con Di Michele che, servito da Gerardi, calcia da buona posizione addosso al portiere avversario. A stretto giro di posta arriva l'assolo di Mancosu, che fa girare la testa ad Adejo e poi calcia sull'esterno della rete. Nella fase finale della gara, si registra qualche tentativo di marca amaranto. La Reggina non va comunque vicina al bersaglio e non trova neppure il gol della bandiera.
Tonfo pesantissimo in terra sicula: la Reggina mostra il suo volto peggiore e torna a casa con quattro gol sul groppone. Proprio come tre stagioni fa, alla quarta giornata, quando la compagine guidata da Atzori rimediò un poker dalla trasferta di Padova. Un piccolo spunto di consolazione, considerato che la Reggina al termine di quell'annata raggiunse i playoff. Ripetere quella stagione non è impossibile, purché in campo vadano i migliori.


