Reggina, col Novara la musica cambia. E il pari sta stretto
Una pacca sulla spalla, di quelle che fanno bene al morale. Potremmo paragonare a questo gesto l'effetto terapeutico del pareggio agguantato oggi col Novara, benché la medicina migliore per curare il “mal di Trapani” poteva e doveva essere la vittoria. Una vittoria che la Reggina, ai punti, avrebbe anche meritato. Ma quando crei tante palle gol e vuoi per bravura del portiere avversario, vuoi per poco cinismo (questo sconosciuto...), vuoi per sfortuna, ne concretizzi appena una, allora devi prenderla con filosofia: oggi si può piangere con un occhio, perché il punto non sfama la necessità di vittoria che la classifica inizia a richiedere, ma la prestazione conforta e consente di guardare avanti, rispetto all'aberrante prova di Trapani.
RIECCO IL 3-5-2 – Squadra che prende l'imbarcata...si rivolta come un calzino. Rispetto a Trapani, Atzori presenta cinque novità nell'undici titolare. Ma a cambiare è soprattutto l'assetto tattico: dal 4-3-3 al 3-5-2 puro, mai proposto fin qui. Davanti a Benassi, il trio difensivo è formato da Adejo, Lucioni e Ipsa, che ritrova la maglia da titolare; Maicon e Foglio sugli esterni, a centrocampo la sorpresa è la conferma di Dall'Oglio, che forma la mediana con Colucci (collocato in cabina di regia) e Strasser. Di Michele-Cocco la coppia d'attacco.
Solito 4-3-3 per il Novara guidato dall'indimenticato ex Alfredo Aglietti. Qualità dalla cintola in su, con Faragò, Buzzegoli e Pesce a centrocampo; out Lazzari, c'è il greco Katidis a comporre il tridente con Gonzales e, riferimento centrale, Gianmario Comi, ex di turno sul campo.
AUTOGOL BEFFARDO – Gara che appare subito caratterizzata dall'equilibrio. Reggina non trascendentale, ma quantomeno schierata con un certo raziocinio tecnico-tattico, quello mancato a Trapani. Dall'Oglio è l'elemento deputato a staccarsi dalla cerniera di centrocampo e a fare da collante con l'attacco, oltre a pressare Buzzegoli in fase di non possesso. Sulla sinistra, Foglio arriva al cross con una certa continuità, peccato manchi di precisione nella prima fase. La prima chance del match è comunque di marca piemontese (15'): su un cross dalla sinistra si addormenta la retroguardia di casa e in particolare Ipsa, Gonzalez non ne approfitta inzuccando debolmente da ottima posizione: Benassi neutralizza facilmente. Il Novara prova a far male con uno schema su calcio piazzato (26'): Katidis si libera della marcatura, riceve da Buzzegoli e calcia alto. Due giri di lancette e gli ospiti passano col più fortunoso dei gol: scodellata innocua di Gonzalez dalla trequarti, Colucci prova ad arrivarci di testa ma la sua deviazione disegna un campanile beffardo che scavalca Benassi e si infila in rete. La reazione amaranto passa dai piedi di Maicon, che al 31' tenta la soluzione violenta dalla destra: Kosicki si rifugia in angolo con l'aiuto del palo. La Reggina fa male soprattutto in ripartenza (34'): lancio di Maicon e assist magistrale di Di Michele, che al volo innesca Cocco: gran destro del centravanti sardo, gran risposta di Kosicki, che devia in corner. Cresce la squadra di casa, spinta da un Di Michele indomito. Servito da Foglio al 45', l'attaccante mette in mezzo un pallone interessante che, deviato, viene rimesso dentro da Dall'Oglio: Cocco però di testa non imprime la forza necessaria a battere Kosicki.
QUANTE OCCASIONI – Il leit motiv non cambia nella ripresa, la Reggina torna in campo con lo stesso piglio. Sugli sviluppi di un corner, al 47', Foglio raccoglie un pallone vagante e prova la botta, c'è sempre Kosicki a dire di “no”. Sale in cattedra Di Michele, che al 52', in contropiede, lancia col contagiri Maicon, il quale però spreca calciando male davanti al portiere avversario. Atzori decide di alzare la pressione (55'): fuori Dall'Oglio, dentro Gerardi. Cambia poco dal punto di vista tattico, visto che la Reggina si ridisegna col 3-4-1-2, con Di Michele a sfruttare gli spazi aperti dalla coppia pesante Cocco-Gerardi. Proprio come al 57', quando il numero 10 prende palla sulla trequarti, sterza ubriacando un paio di avversari e va alla conclusione dal limite: destro di pregevole fattura, ma Kosicki è in giornata di grazia: altro corner. Poi si fa vedere anche il Novara, con Nava che al 58' mette un insidioso pallone in mezzo: Comi arriva in ritardo all'invito. Atzori attinge ancora dalla panchina: dentro Fischnaller, fuori Maicon. L'altoatesino prende la posizione del brasiliano, esterno di centrocampo. La Reggina continua a creare (64'): Di Michele riesce in qualche modo a far passare un pallone verso Gerardi, che si ritrova davanti al portiere azzurro ma incredibilmente spara a lato. L'appuntamento col pareggio è rimandato di 7': Foglio sforna l'ennesimo cross dalla sinistra, Kosicki questa volta respinge in modo difettoso, favorendo Fischnaller: lo stop di petto non è impeccabile, ma l'ex Sudtirol riesce ad arrivare primo sulla sfera e a colpire col piatto sinistro: palla sotto le gambe di Potouridis e poi in rete.
A questo punto, la Reggina può spingere per portare a casa l'intero bottino. Fischnaller spinge ancora sulla destra e al 77' alza un campanile; Gerardi riesce a rimettere in mezzo, la deviazione di Kosicki mette tutti fuori tempo. Un giro di lancette dopo, Atzori richiama in panca Di Michele, inserendo Contessa e passando al 4-4-2. L'ex Andria potrebbe bagnare l'esordio in B con un assist, se all'81' Cocco, tutto solo, non inzuccasse a lato un suo cross col contagiri. Ma uscito Di Michele, si spegne la luce in attacco. Mentre il Novara rischia di fare scacco matto con l'ex Comi, che su cross di Faragò di testa manda a lato di poco.
Sarebbe stata un'autentica beffa. La Reggina può recriminare, avendo messo sotto un avversario che tutti gli addetti ai lavori accreditano tra le “big” del campionato e confermando di avere i mezzi tecnici per recitare un ruolo da protagonista. Con Colucci, Strasser, Di Michele e Cocco in campo, la musica è cambiata, rispetto a Trapani. Le stonature sono alle spalle? Lo capiremo dalla terza trasferta stagionale, fra tre giorni a Varese.


