COME DARGLI TORTO?
La conferenza stampa di venerdì di Franco Gagliardi, non è un evento qualsiasi o "puro cabaret", come impunemente definito da qualcuno. Lo sfogo dell'Avvocato amaranto, che qualche settimana fa abbiamo definito "Commissario", insieme a Zanin, è di quelli che avremmo voluto fare noi contro una stagione che al momento, si sta rivelando balorda dentro e fuori il campo.
Per chi segue la Reggina da vicino e per chi ha l'obiettività di giudicare gli eventi in base ai fatti e non in base a qualsiasi altro criterio, è dovere morale immediato dare sostegno e fiducia a Gagliardi e a tutte le sue parole.
Pur non condividendo qualche passo, circa la necessità dei giornalisti di spingere il pubblico ad affollare lo stadio Granillo (i giornalisti devono fare il loro lavoro, il "botteghino" il suo), come si fa a non raccogliere seriamente l'invito di Gagliardi a remare tutti dalla stessa parte?
Dunque, ogni parole della conferenza pre-Varese, ha un suo significato morale e intrinseco. Tutto il mondo lo potrà prendere come una simpatica "sceneggiata" tipo il trapattoniano Strunz e il Malesani versione Panathinaikos, a Reggio bisogna prenderla terribilmente sul serio. Altro che cabaret.
Lo abbiamo sempre detto, sempre nel nostro piccolo: le polemiche e i processi, a fine stagione. E a fine annata calcistica, con o senza le lacrime agli occhi, ci sarà da lavorare e sottolineare tutti gli errori, alcuni dilettanteschi, di questa stagione. E da parlare ci sarà a iosa, su tutti i fronti. Oggi, con la squadra al terz'ultimo posto e dopo una sconfitta che brucia e non poco, a che pro polemizzare e addirittura dare per morta una squadra che ha dimostrato di avere quella dignità che nessuno le ascriveva sino al 29 dicembre scorso? Per carità, scelte ed errori tecnici, vanno riportati e anche discussi, ma siamo proiettati in un momento diverso dalle polemiche recenti. E' un momento nuovo degli ultimi 20 anni di calcio a Reggio. Straordinario, tragico e delicato, un crocevia che può anche aprire un ciclo, addirittura vincente. E in regia c'è sempre questo simpatico e a tratti burbero, "vecchietto" (ci passi il termine Avvocato, è sinonimo di saggezza), che cova una sete di rivincita come pochi, anche verso quella società di cui è rimasto fedela, ma forse poco gratificato all'esterno.
Il nostro intervento odierno, vuole ancora una volta sottolineare, dunque, l'assoluta straordinarietà del momento della Reggina, retta da una "curatela fallimentare", ad un passo dalla morta sportiva e rianimata per un vero e proprio miracolo quasi fantascientifico. E' il momento di stringere i denti, di serrare i ranghi, del resto, lo ha detto Gagliardi "di scenziati che possono salvare la Reggina, non ci sono, solo noi possiamo fare l'impresa", come dargli torto?


