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CARPI-REGGINA 0-3 - Il ruggito della tigre
sabato 8 marzo 2014, 19:18Punto di Vista
di Antonio Paviglianiti
per Tuttoreggina.com

CARPI-REGGINA 0-3 - Il ruggito della tigre

Morti a chi? La Reggina 2014 farebbe un baffo anche a Rocky Balboa, celebre pugile interpretato da Sylvester Stallone. Il post-Varese avrebbe tramortito tante squadre, specie in un campionato delicato come la serie B, in cui il confine tra bene e male è una linea sottilissima. La Reggina è viva, è vegeta. A Carpi, prima incassa difendendo bene, poi stende l'avversario al tappeto proprio come faceva Rocky: gancio destro, gancio sinistro e colpo del k.o.

LE FORMAZIONI - Carpi e Reggina si affrontano in un Cabassi soleggiato. Gli emiliani a caccia del primo successo interno del 2014, la Reggina per scrollarsi il post-Varese di dosso e regalare una bella vittoria ai tanti tifosi amaranto presenti. Gagliardi e Zanin mescolano le carte ma tornano sui propri passi: dopo due esclusioni, Strasser torna da titolare. Come risolvere il dilemma centrocampo? Semplice: fuori Ipsa, Adejo al centro della difesa, Maicon terzino con Sbaffo tornante offensivo. Restano, così, al proprio posto Pambou e Dall'Oglio mentre Dumitru completa la catena di sinistra con Foglio, sostituto di Barillà. Terminale offensivo Di Michele. Vecchi, invece, si affida a Gagliolo al centro della difesa, mentre lancia Di Gaudio dal 1' al posto di Mbakogu. Punta di riferimento lo spauracchio Ardemagni.

PIGLIACELLI PRESENTE - Il Carpi vuol far bene davanti al proprio pubblico e lo dimostra fin dalle prime battute. La Reggina soffre un po' a destra dove l'assetto risulta un po' sbilanciato a causa della concomitante presenza di Maicon e Sbaffo. Di Gaudio dimostra subito di essere in partita e al 8' chiama Pigliacelli agli straordinari: dalla sinistra prova a insaccare ma il portiere scuola Roma toglie la sfera da sotto il sette. Gli amaranto, come lo stesso Gagliardi dichiarerà nel post-gara, sembrano risentire ancora i postumi del Varese e concede un po' troppo il pallino del gioco agli emiliani. E il Carpi prova a strappare il pass del vantaggio ancora al 26': Sgrigna su punizione disegna una traiettoria perfetta su cui Pigliacelli non può nulla; il palo, però, è amico della Reggina e nega la gioia del gol all'ex fantasista dell'Hellas Verona. La Reggina continua a non incidere sulla partita, trovando gli spazi chiusi da un'ottima fase difensiva degli emiliani. Il primo tempo, così, scivola via con uno sterile possesso palla dei padroni di casa che, dopo l'occasione di Sgrigna, non riescono a trovare varchi utili per impensierire gli amaranto.

IL RUGGITO DELLA TIGRE - "La tigre è ferita ma viva" aveva dichiarato Franco Gagliardi ier mattina in conferenza stampa. Deve averlo fatto capire, insieme ai collaboratori, ai ragazzi amaranto negli spogliatoi del Cabassi. La Reggina della ripresa è una macchina completamente trasformata. Gli errori elementari della prima frazione sembrano un vecchio ricordo, Dumitru e Sbaffo salgono in cattedra dando segnali importanti fin dai primi minuti della ripresa. Vecchi prova a giocarsi la carta Memushaj al posto di Lollo: un cambio che risulterà un autogol. Di Michele si invola sulla sinistra e viene steso da Letizia. Sulla punizione da trequarti campo va Foglio che mette in mezzo: Memushaj non spazza via una palla vagante, Lucioni è il più lesto di tutti e insacca il gol del vantaggio. La Reggina passa, la Reggina non ha paura.

Il Carpi non ci sta e prova a reagire senza successo. Lasciare spazio a uomini di qualità non è buon segnale: dovrebbe averlo imparato oggi Vecchi. Lancio lungo dalle retrovie, Di Michele aggancia con uno stop d'alta scuola la sfera, serve Sbaffo che si accentra e di sinistro fulmina l'incolpevole Colombi. Raddoppio amaranto, le unghie della tigre vengono fuori. Passano pochi minuti e Sbaffo restituisce il favore: l'ex Ascoli serve in profondità Di Michele che, con un'occhiata, prende mira e spara; 3-0, Carpi tramortito, Reggina viva.

Al fischio finale la festa amaranto viene rovinata per qualche secondo da alcune tensioni in campo, per un brutto gesto di Sbaffo a metà ripresa rivolto al pubblico casalingo. Gli animi vengono immediatamente sedati. I risultati dagli altri campi non sono poi così favorevoli ma con una squadra così, c'è da stare tranquilli. Tre punti di ritorno dall'Emilia-Romagna, un'impresa negli ultimi anni visti i precedenti, una prova che dà fiducia ai mezzi degli amaranto che adesso hanno quattordici partite per centrare un obiettivo che, fino a gennaio, sembrava pura utopia.