Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / reggina / Casa Sant'Agata
SANT'AGATA, La storia del Centro Sportivo fiore all'occhiello
mercoledì 24 febbraio 2016, 14:32Casa Sant'Agata
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

SANT'AGATA, La storia del Centro Sportivo fiore all'occhiello

Quando ancora non era nella mente di nessun presidente di calcio, la Reggina si dotò di un Centro Sportivo che potesse raccogliere tutte le attività del club.

L'idea, come detto più volte dallo stesso presidente Foti, arrivò dal Veneto (con essa tanti giocatori delle giovanili del Conegliano, a formare il primo nucleo di settore giovanile) e all'alba degli anni '90, qualche anno dopo il passaggio di testimone tra AS Reggina e Reggina Calcio, Reggio Calabria ebbe, forse prima città italiana, un Centro Sportivo all'avanguardia, capace di ospitare la prima realtà calcistica cittadina.

E per tanto tempo, il Sant'Agata fu fiore all'occhiello da esporre in bella mostra e, magari, abbellire e potenziare. Però, la sua storia, al di là di far crescere numerosissimi talenti capaci di fare la fortuna della Reggina, è stata parecchio travagliata, sopratutto nei primissimi anni.

La struttura sorse alla foce del Torrente Sant'Agata, là dove vi era un'area praticamente adibita ad una sorta di discarica abusiva. Nel 1989, secondo quanto raccontano le carte del Centro Sportivo, la concessione prevedeva l'utilizzo della struttura esclusivamente per la costruzione di campi di calcio. La concessione edilizia datata 1992 prevedeva esclusivamente la costruzione di «strutture prefabbricate e quindi smontabili». Nel corso del tempo, come ben sappiamo, oltre ai campi, il Centro è stato dotato di una biglietteria e dei vari uffici, con il club che aveva trasferito la sede dai vecchi uffici di via Tommaso Gullì al Centro Sportivo. Successivamente, sono stati realizzati altri campi a ridosso della foce del torrente, con relativi spogliatoi e infine, la foresteria adibita ad ospitare i ragazzi del settore giovanile.

E' di oggi, dunque, tornando alla stretta attualità, la messa sotto sequestro dell'impianto, che presenta un rischio geologico di livello R4, secondo quanto imputato dai pm che stanno conducendo l'indagine penale 7614/14, vale a dire "rischio molto elevato: quando esistono condizioni che determinano la possibilità di perdita di vite umane o lesioni gravi alle persone; danni gravi agli edifici e alle infrastrutture; danni gravi alle attività socio-economiche".

Il rischio che eventualmente si delinea, fermo restando che non è stata emessa alcuna condanna, è l'abbattimento di tutte quelle strutture che possono provocare, in termini idrogeologici, eventuali ulteriori danni ad una piena del torrente.

La storia del calcio rggino, che vive in questo tempo la svolta dopo anni di opulenza e gloria, deve fare i conti con le vicende del luogo che ha visto accompagnare i momenti più belli della sua storia. Inevitabile che il suo destino tenga oggi banco, così come quello della Reggina Calcio, la cui esistenza è oggi posta a forte rischio da questo provvedimento restrittivo.