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tmw / reggina / L'angolo dei Tifosi
L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mailTUTTOmercatoWEB
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
domenica 8 maggio 2016, 01:12L'angolo dei Tifosi
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail

Ecco le mail dei tifosi sul momento della Reggio Calabria.

Potete inviare le vostre mail a tuttoreggina@libero.it

Buongiorno 
In questi giorni a seguito delle vicende sulla Reggina Calcio mi sono posto alcune domande. La più importante non è "Ci sarà la Reggina?" (Credo che il futuro sia spianato su questo punto) quanto piuttosto "che Reggina vogliamo?" Su questa domanda mi sono dato tante risposte.
Ho sempre criticato duramente e aspramente Foti ma adesso spezzo una lancia in suo favore. C'era un progetto intrigante cercato di portare avanti per anni. LA REGGINA COSTITUITA DA GENTE DELLA NOSTRA TERRA. Personalmente il calcio che amo non è quello del Barcellona o del Real Madrid,ne tantomeno quello del Bayern. Il calcio che mi piace è quello dell'athletic bilbao. una squadra composta interamente da gente dei paesi baschi o della Navarra. Difficilmente vinceranno ma io provo molto più gusto ad assaporare qul clima che vincere una champions. Sarebbe così impossibile ripetere un modello simile? Io credo al contrario che sarebbe sostenibilissimo. Basterebbe puntare su strutture e una rete di buoni osservatori sul territorio. Sono convinto che la stragrande maggioranza di tifosi preferirebbe un progetto simile alla serie A. Un progetto nel quale il tifoso può rivivere un calcio vero e non più un calcio business destinato a fallire ogni 15 anni. 
E visto che parliamo anche di tifosi mi va di essere controcorrente. Quest'anno dal punto di vista del tifo "organizzato" è stato un fallimento aldilà delle presenze in casa e in trasferta. La domanda che mi faccio è questa: perché anche nel tifare la squadra che deve darti emozioni bisogna dividersi? Cosa rappresenta una parte in gradinata e una in curva? Io non posso mai dimenticare ai tempi della serie C quando si arrancava nei bassifondi della classifica, il lunedì dopo la partita avevo l'angoscia perché avrei potuto entrare nella curva nord dopo 15 giorni. E il clima che si respirava era qualcosa che non si può descrivere. Indipendentemente dal risultato finale. Cosa è cambiato? Cosa porta 100 cristiani a non riuscire a stare nello stesso luogo e tifare insieme per la propria squadra?  Che interessi potranno mai portare a dividersi così?  
Negli anni 90 c'era voglia di stare insieme pur nelle difficoltà e nelle diversità di vedute. C'era voglia di associarsi, c'era voglia di far parte di qualcosa che andava oltre la domenica. L'anno scorso mi sono recato ad Amburgo per vedere una partita del St Pauli.ora lasciando da parte le ideologie, ho sentito il clima e l'appartenenza ad una squadra, anzi ad una fede, che neanche un industriale pieno di soldi è riuscito a scalfire (la tifoseria si è ribellata contro l'acquisto della squadra da parte di un paperone preferendo una squadra da media classifica in seconda divisione che una squadra competitiva in bundesliga). In quello stadio c'era tantissima gente che per simpatia andava a vedere il st pauli da fuori la Germania. Come mi disse Daniel "loro (l'Amburgo) avranno anche vinto qualche coppa, ma tutti sanno che qua i vincenti siamo noi".
Se penso ai tifosi del San Lorenzo in Argentina che sfidano la Carrefour e si riprendono i terreni sui quali c'era costruito lo stadio. Questi non sono casi rari qua si parla di integrazione progetto associazionismo rinascita. 
Una squadra calabrese che si identifica con il territorio, una tifoseria che sia tale 7 giorni su 7 che come accade in altre città d'Italia dedichi parte del loro tempo aiutando chi ha più bisogno, è utopia? Io credo di no. 
Proviamo a lanciare un sondaggio? Chiediamo ai tifosi  reggini se sono disposti a rinunciare a serie A e sogni (irrealizzabili) in cambio di una squadra di calabresi? Sono convinto che sarebbe un plebiscito. 
Scusate ma quando sento odore di rinascita mi piace sognare.
Forse sono stato troppo lungo
Buona giornata 

Demetrio (Torino)

LA REDAZIONE RISPONDE: Demetrio, si tratta di culture diverse dal nostro contesto. O almeno dalla nostra visione. Una cosa è lappartenenza ad un territorio, ad una maglia e ai simboli della squadra del cuore, altra questione è quella relativa all'eterno dilemma decubertiano, vincere o partecipare. A nostro avviso, la vittoria è l'essenza del calcio, qualsiasi tifoso vorrebbe vedere la propria squadra vincere e trionfare. Il problema di Reggio e del calcio a Reggio, è che spesso si è deciso di vincere seguendo logiche che appartengono al nostro territorio, vale a dire non scegliendo tra i meritevoli o tra coloro che si identificano nella maglia amaranto, ma in base a simpatie e amicizie. E così è stato anche per il nuovo progetto Reggio Calabria. E magari c'è chi vuole continuare a spadroneggiare piazzando questo e quell'amico nel posto di comando. Detto ciò, sicuramente sarebbe bello il "modello Athletic", con calciatori autoctoni, anche perché i calciatori di valore a Reggio e provincia sono tanti e peraltro, si sarebbe potuta fare una squadra degna della D: peraltro, i vari Lavrendi, Zampaglione, Forgione, Maesano, Carrozza, De Marco e altri giovani, sono tutti reggini.

Buongiorno gentilissima Redazione, …

  avevo deciso di non scrivere più da quando avevo avuto l’impressione che in merito alla “Foti story” molti tifosi e parecchi  giornalisti ,o per partito preso, o per posizione di comodo,  avessero i paraocchi.

Nessuno ha avuto il coraggio di scrivere a Chiare Lettere che Foti era l’ostacolo numero 1° alla rinascita del calcio a Reggio Calabria, la sua presenza era come un avvoltoio che girava sulle testa della nuova Reggina.

La mancanza di verità o peggio ancora  le ” mezze verità”, ha convinto  noi veri tifosi che a Reggio è molto difficile fare giornalismo anche quando si trattano argomenti “leggeri” come  il gioco del calcio.

Senza sprofondare nel metafisico ,mi sento con tutto il cuore di dire un grande  Grazie alla Magistratura, che con tutti i problemi esistenti nel territorio reggino,ha trovato il tempo per  smascherare  Lillo ,ai danni dei tifosi  che ripeto fino alla NAUSEA sono gli unici a soffrire, negli ultimi anni trattati come cani,e visti da Foti  come un problema e non come l'ANIMA della Reggina

In questo frangente, mi tornano in mente alcuni famosi versi che recitavano pressappoco così:

Ei fu.Siccome immobile dato il mortal sospiro…. Cadde, risorse e giacque…..Fu vera gloria? , ai posteri l’ardua sentenza…


anche la data si ….adatta :  il Cinque Maggio

Angelo

LA REDAZIONE RISPONDE: Angelo, si è cercato sempre, da par nostro di sottolineare questo aspetto, ma molto spsso si è voluta creare questa contrapposizione tra il vecchio e il nuovo, senza neanche la volontà delle parti. Foti puntava alla resistenza in vita della sua società, Praticò vuole far risorgere la Reggina e riportarla all'antico splendore. L'una ostacola l'altra, è assolutamente evidente. Indbbiamente i tifosi sono le prime vittime della situazione, considerando anche che più e più fonti (chi in buona fede, chi meno) hanno decisamente fuorviato l'opinione del tifoso amaranto.