Emerson, precursore del certificato medico. Uno dei migliori mediani a inizio secolo
Emerson è stato probabilmente uno dei migliori centrocampisti di inizio anni 2000 in Italia. Forte tecnicamente e tatticamente, difficile da saltare. Un vero mastino del centrocampo ma con piedi da brasiliano. Non per niente è finito anche al Real Madrid, nel dopo Calciopoli. Mai, però, un trofeo continentale escludendo la Supercoppa UEFA e il Mondiale per Club. Era un simbolo per Fabio Capello, tanto che decise di portarlo con sé.
Così nel 2004 arriva l'offerta della Juventus, con la Roma che dice di no. Così, precursore di Koopmeiners, presenta un certificato medico. "È vero che stavo male. Ero in Brasile ad aspettare, mi turbava il fatto di rovinare il bel rapporto che avevo con l’ambiente. Erano sei mesi che non ricevevo stipendio e c’erano altre cose che mi avevano promesso e non mi erano state date. E va bene, avevo accettato, conscio della situazione. Però poi arriva un’offerta importante e il presidente ti dice di no".
"Franco Sensi mi chiamò e mi disse che c’erano società che mi cercavano. Poi aggiunse: “Non posso venderti, non saprei come spiegarlo ai tifosi. Ma abbiamo bisogno di soldi…”. In quel periodo nemmeno i dipendenti ricevevano gli stipendi. Non tradii. Per quattro anni ho fatto il mio lavoro e l’ho fatto bene. Il traditore è chi guadagna bene, non fa nulla per la squadra e poi se ne va". Oggi Emerson compie 50 anni.
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