Roma, Pellegrini e la 'banda del sesto posto': "Mai mandato via allenatori o comandato a Trigoria"
Lorenzo Pellegrini risponde alle critiche e difende il percorso della Roma degli ultimi anni. Il capitano giallorosso affronta anche il tema della cosiddetta “banda del sesto posto” (con Mancini, Cristante, El Shaarawy ha da poco postato uno scatto ribattezzandosi "banda del terzo posto") etichetta spesso utilizzata per ridimensionare i risultati della squadra.
“Ammetto che il nome mi fa pure ridere”, racconta Pellegrini. “Però siamo un gruppo che ha sempre dato tutto. Abbiamo vinto un trofeo, giocato una finale, due semifinali europee e ora siamo tornati in Champions League”. Il centrocampista respinge anche alcune ricostruzioni circolate negli ultimi anni: “Non abbiamo mai mandato via allenatori o deciso le cose dentro Trigoria. Mai”.
Il capitano romanista si è soffermato anche sul rapporto con l’ambiente e sulle critiche ricevute, soprattutto sui social: “Sono uno che parla poco, sono fatto così. Ma perché dovrei fingere? L’amore per la Roma lo dimostro ogni giorno sul campo e a Trigoria, non con un post in più o in meno”. Pellegrini ammette che certi giudizi lo abbiano ferito: “Essere giudicato male pesa, ma sarebbe peggio fingere di essere qualcuno che non sono”.
Infine il ricordo più emozionante della stagione, il gol nel derby dopo il lungo infortunio: “Da quando mi sono operato non c’è stato un solo giorno senza allenarmi. Tornare e segnare in quella partita è stato qualcosa di speciale. Ho pianto per tutto quello che avevo passato”.
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