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Valerio Antonini: “Lotito venda la Lazio. Voglio comprare il Cesena, a Trapani ostacolato dal sindaco. E ora porto il grande basket a Palermo"TUTTOmercatoWEB
Foto Federico Serra
Oggi alle 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo

Valerio Antonini: “Lotito venda la Lazio. Voglio comprare il Cesena, a Trapani ostacolato dal sindaco. E ora porto il grande basket a Palermo"

Un fiume in piena, tra passato, presente e visione per il futuro. Valerio Antonini attende gli esiti della riammissione in Serie C con il suo Trapani che s'è sposato a Palermo perché in contrasto con l'amministrazione comunale, ma ha fame e voglia di calcio. Di sport. Perché nei piani c'è anche il basket, quello sport che aveva fatto sognare i trapanesi e adesso potrebbe spostarsi nel capoluogo. L'imprenditore romano apre a TuttoMercatoWeb.com le porte di Villa Igea a Palermo per una chiacchierata che sa di sfogo, con la tempra del romano e l'immagine di un visionario con grande passione per lo sport. E attenzione: nel mirino di Valerio Antonini c'è il Cesena, potrebbe essere la nuova idea, la nuova missione con rinnovato entusiasmo. Antonini, per lei a Trapani è stato un anno assai tormentato. Turbolento. Grandi ambizioni, grandi programmi. E poi l'incubo sia nel calcio che nel basket. Che è successo? "Un anno in cui è emerso tutto lo sporco che c'è nello sport. Queste ultime settimane stanno rendendo giustizia: la FIGC dopo il fallimento del terzo mondiale consecutivo ha cambiato presidente, la Federazione di Pallacanestro è allo sbando totale. Si stanno allineando i satelliti per fare si che anche sulla scorta di quello che è successo a me ci sia una rivisitazione del sistema nazionale. Faccio l'esempio della giustizia sportiva che per me è diventata l'ingiustizia: gli organi che decidono sono nominati dalle Federazioni e spesso si trovano a tutelare chi li ha nominati e li paga". Fine mese si attendono le evoluzioni sul ripescaggio... "Ci credo e valorizzo questo credo in 430.000 euro, costi che ho sostenuto fin adesso. La Sentenza Agnelli dimostra che così com'è organizzata la giustizia sportiva è priva di ogni diritto per chi deve ottenere una giusta sentenza e poi sono stato punito per lo stesso reato più volte. Ricordo che ho subito ventisei su trenta punti di penalizzazione per lo stesso reato contestato e la corte tributaria di Trapani ha decretato che ero vittima e non complice della vicenda Alfieri legata ai crediti". Ci ha rimesso soldi, ha investito su Trapani, la squadra di basket non c'è più e quella di calcio è in Serie D. Ci pensa ogni tanto: ma chi me l'ha fatto fare? "Devo fare mea culpa. Ho vissuto dieci anni all'estero e avevo perso completamente ogni contatto con la realtà italiana. Il sistema inglese ha una credibilità differente rispetto a quello italiano. Ho fatto un errore grave che un imprenditore che è arrivato al mio livello non dovrebbe commettere. Questo sistema è più africano che europeo, tante società non arrivano a fine stagione e c'è un serio problema di giustizia sportiva e di procuratori che sono gli unici a guadagnarci a discapito delle società. Guardate quante procure sono state pagate in Italia, finché non verrà stabilito un tetto massimo sarà impossibile ridurre i costi di gestione. Trovatemi una società in A, B, C o D che faccia utili nel calcio". Ha dovuto portare la squadra a Palermo.... "Sono stato stato costretto a portare via la squadra da Trapani. Davo fastidio, non faccio accordi con nessuno e non pago mazzette, magari ero scomodo. Così sono diventato l'obiettivo da cancellare, mi hanno tolto il palazzetto e mi hanno cacciato dallo stadio.privando la città della propria squadra. Si vantano tanto di esaltare i colori granata, tutte cavolate dettate da contingenze elettorali. La verità è che l'istituzione trapanese mi ha cacciato e costretto ad andare via da Trapani. Grazie a Dio ho trovato sensibilità e accoglienza dal Comune di Palermo: avevamo chiesto a diversi comuni del territorio trapanese di poter giocare, ci hanno detto tutti di no". Chi le ha voluto tagliare le gambe? "Giacomo Tranchida. Il Sindaco di Trapani. Questo gli costerà la carriera politica a Trapani perché non ha più credibilità agli occhi dei trapanesi. Il Sole 24 Ore ha definito Tranchida il peggior sindaco d'Italia, questo signore aveva due eccellenze: calcio e basket e li ha cancellati tutti e due". Ha un progetto basket a Palermo? "È un grande lasciapassare, fare la Serie A costa quanto una C di calcio. Palermo è una città straordinaria, portare uno sport professionistico come il basket nel capoluogo siciliano è una realtà che va cavalcata. Sarà importante ciò che succederà al TAR nei confronti della Federazione Pallacanestro, ho nominato un pool di legali tra cui l'Avvocato Giulia Bongiorno e l'Avvocato Lubrano. Chiederemo un risarcimento danni multimilionario, se riuscirò ad avere il titolo sportivo porterò il grande basket a Palermo". Nei giorni scorsi sui social ha parlato di interesse per un'altra squadra di categoria superiore. Gliela butto lì: le piace l'Emilia Romagna? Qualcuno sussurra Cesena... "Il Cesena mi piace molto, posso confessare che abbiamo avanzato una lettera di intenti ufficiale. Non spetta a me dire sì o no ma alla proprietà attuale. Se la trattativa non dovesse andare bene avrei già un'alternativa. Cesena però mi piace tanto, è una società storica, mi piacerebbe molto. Ma tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare". Come si pone rispetto alle multiproprietà? "Oggi come oggi la multiproprietà considerata la carenza di imprenditori che investono è un fatto dovuto. Il problema è come regolamentarla, non posso avere due società e scambiarmi i giocatori tra loro, altrimenti significa violare i principi di regolarità e alterare i bilanci. Se si regolamenta e si creano due società completamente indipendenti sfruttando anche le capacità organizzative e strutturali di chi conosce la categoria da superiore, come Lotito e De Laurentiis, può portare benefici. Ma non è che prendi i giocatori della Primavera della Lazio e li presti alla Reggina... altrimenti bypassi le normative per finalità commerciali e contabili. Con una riforma che punta a regolarizzarla, ben venga la multiproprietà". Come immagina la sfida con la Reggina di Lotito? "Apertissima, bellissima. Sarebbe divertente. Per Lotito ho una grande simpatia, ma deve fare una riflessione profonda su ciò che sta succedendo alla Lazio: duemila abbonati è umiliante per il sistema biancocelesti. Sento un grande dispiacere da tifoso della Lazio, i cui colori ricordano le Olimpiadi e l'Antica Grecia. Da uomo intelligente qual è deve cominciare a pensare a dismettere un impegno che rappresenta perdita di consensi e risorse. Da un punto di vista politico potrebbe creargli problemi: comincio a pensare che all'interno di Forza Italia tanto contenti della situazione della Lazio non lo siano". Qualcuno potrebbe pensare che Lotito ha investito sulla Reggina anche per ragioni politiche e per prendere i voti dalla Calabria. "Credo lo abbia fatto solo per quello. A Lotito della Reggina e di Reggio Calabria non frega niente. Come non gli fregava niente della Salernitana. Lo fa per una situazione elettorale che probabilmente gli è stata garantita. Se si candidasse nel Lazio non riuscirebbe a prendere più dello 0,001%. Ma lo dico con grande simpatia: cerchiamo di mettere da parte le frasi fatte sulla Reggina". Siete entrambi bistratti dalla tifoseria. E anche lei ha provato ad entrare in politica. "La mia era più una forma di rottura verso un sistema che ho trovato a Trapani dove c'è impossibilità a crescere finché ci sarà questo sistema clientelare. Lotito ha voluto candidarsi al Senato con il chiaro obiettivo di essere tutelato. Io invece volevo cambiare ciò che avevo visto a Trapani nella politica locale". Comprare la Lazio è un sogno? "Discorsi ufficiali non ce ne sono mai stati, ma il sogno è quello. Oggi però bisogna essere onesti: le proprietà italiane non sono più in grado di reggere certi livelli. Non c'è più la possibilità di gestire una società con un solo presidente, lo rende impossibile il rapporto costi-ricavi. Inoltre la cosa più grave è che facciamo parte della Comunità Europea solo a chiacchiere, basti pensare alle tasse che paghiamo rispetto alla Spagna. Oggi il Real Madrid non può comprare un giocatore dieci milioni netti e pagarne due di tasse, mentre noi paghiamo molto di più. Come si fa a far pagare le società di C come quelle di A? Non è possibile". Il dirigente che le piacerebbe avere un giorno con sé? "Quello che ha fatto meglio negli ultimi dieci anni è certamente Sartori. Mi piace molto anche Manna che in prospettiva è un top. Non mi piacciono invece Massara e Giuntoli che ha vissuto a Napoli un'era con un grande presidente. De Laurentiis è un fuoriclasse, l'unico nel nostro panorama perché Napoli è un mondo a parte e Palermo potrebbe diventare proprio come Napoli per via del fascino internazionale e se fosse gestito come De Laurentiis ha gestito il club azzurro negli ultimi anni potrebbe fare grandi cose". Quello che non prenderebbe mai? "Fabiani. Ha fatto un disastro. E quando un anno e mezzo gli ho telefonato per chiedergli di suggerirmi un allenatore mi ha fatto il nome di Eziolino Capuano. Uno che ti suggerisce Capuano tutto può fare meno che il direttore sportivo". Non vi siete lasciati bene con Capuano. "Non posso parlarne per ovvi motivi giudiziari. Però m'è già venuta la pelle d'oca". L'allenatore che vorrebbe con sé un giorno? "Fabio Grosso, che ha fatto un lavoro straordinario a Frosinone". Quello che non prenderebbe mai? "Beh, l'ho detto prima. E ci aggiungo Vincenzo Torrente, ha preso per un anno e due mesi lo stipendio rifiutando alcune società pur di stare a casa. Questi sono elementi tossici, una cosa che esiste solo nel calcio". Torrente lei lo ha richiamato per allenare la squadra in estate... "E certo. Ho pensato che visto che non faceva un cazzo per un anno gli avrebbe fatto bene al corpo venire a prendere un po' di sole a Trapani". Dove si vede tra cinque anni? Immagina un futuro per il Trapani a lungo andare? "Così com'è non c'è la minima speranza che a Trapani ci possa essere professionismo. Al Provinciale do quattro mesi per diventare ingestibile, i danni che creano sono irrecuperabili. Mica metteranno cinquecentomila euro l'uno per rimettere a posto il palazzetto e lo stadio. Se poi vogliono esaltarsi per la pallamano femminile e l'Eccellenza stiamo a parlare di altro, non di sport. Io parlo di sport professionistico dove la città era arrivata. Per il futuro mi piacerebbe avere un progetto serio, sereno, con gente seria e istituzioni che mi aiutino a sostenere il peso di attività professionistiche. Mi vedo in una realtà seria, cosa che Trapani evidentemente non è".