Una primavera di nuovo tra due fuochi: stavolta la Roma non vuole mollare
Un segmento molto lungo, troppo lungo, della conferenza stampa di Mourinho post Roma-Milan è stato dedicato all’elenco dei giocatori infortunati con i tempi di recupero stimati, un elenco a cui si sono aggiunti anche Kumbulla (stagione finita) e Belotti e che rende invece l’altro elenco, quello dei giocatori a disposizione, decisamente troppo corto. Contro il Monza il tecnico dovrà inventarsi qualcosa di nuovo, anche perché uno degli unici due difensori centrali rimasti in piedi, Roger Ibanez, è diffidato, e un’ammonizione significherebbe perderlo per la partita successiva contro l’Inter, terzo scontro diretto per la Champions in quattro giornate, con i primi due che hanno fruttato un punto solo.
Un rallentamento, dopo tre vittorie consecutive, che è impossibile non correlare alle energie che stanno venendo meno, benché sia comunque ascrivibile a episodi puntuali capitati nelle due gare contro Atalanta e Milan, che se fossero andati diversamente avrebbero generato un numero di punti senz’altro superiore, che avrebbe messo la Roma nelle condizioni di avere più margine per gestire il doppio impegno da qui alle prossime tre settimane.
Già, perché ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, i giallorossi arrivano a primavera inoltrata con l’Europa ancora viva: nei due anni precedenti a farne le spese è stato il campionato, una volta per ammissione stessa dei calciatori, con Pellegrini che parlò di “aver staccato la spina”, e una volta in modo più implicito, mascherato dalla grande speranza chiamata Conference League, ma con soli cinque punti e un unico successo (arrivato all’ultima giornata, contro un Torino non balneare, ma quasi) conquistato dopo l’approdo alle semifinali della competizione europea.
Un anno fa, dopo il 4-0 al Bodø/Glimt, le quattro posizioni Champions erano già abbastanza cristallizzate e fu naturale gestirsi per cercare di andare a dama in Conference, come poi accaduto; questa volta la bagarre è apertissima e anche le rivali hanno lo stesso handicap (che poi, chiamalo handicap…) della Roma, in questa storica (e fortunata) stagione per il calcio italiano con cinque squadre nelle sei semifinali europee. La Roma stavolta non vuole mollare, pur rendendosi conto che la situazione fisica non consente di guardare al calendario con alcun tipo di serenità.
Per come si sono messe le cose (non certo per i presupposti post mercato estivo, sia comunque chiaro) conquistare uno dei due premi sarebbe un’enorme soddisfazione, arrivare a entrambi un sogno che comunque può essere ancora realizzato: dove non arriva più la salute può far arrivare uno stimolo, una ribellione a questa situazione difficile e uno come José Mourinho sa che corde toccare per spremere ogni goccia di energia rimasta a questo gruppo. C’è ancora un pezzo di strada e i giallorossi faranno di tutto per arrivare al traguardo.


