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Salernitana, la piazza tende la mano a Iervolino dopo aver contestato società vincentiTUTTOmercatoWEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 08:49Serie C
di Luca Esposito

Salernitana, la piazza tende la mano a Iervolino dopo aver contestato società vincenti

Sono passati quasi quindici giorni dall'eliminazione dai playoff e attorno alla Salernitana continua a regnare un silenzio che preoccupa una tifoseria già profondamente segnata dagli ultimi tre anni. Nessun annuncio significativo, nessuna svolta evidente, nessuna accelerazione percepita da un ambiente che attende risposte dopo una stagione conclusa con l'ennesima delusione. La sensazione è che il tempo stia scorrendo velocemente mentre le concorrenti iniziano a programmare il futuro. Eppure, per la Salernitana, questa estate rappresenta molto più di una semplice ricostruzione tecnica. È un vero e proprio spartiacque per il progetto del presidente Danilo Iervolino che, nel recente passato, ha preso atto del saggio passo indietro da parte del mondo ultras che, pur di provare a ricucire lo strappo ripartendo su basi diverse, ha accantonato la contestazione riprendendo privatamente un dialogo costruttivo utile, quantomeno, ad allontanare dal club personaggi solo teoricamente intenzionati a rilevarlo, ma che – al momento di offrire garanzie economiche – hanno speso preso e perso tempo. Quando il patron ha rilevato il club, le aspettative erano enormi. L'entusiasmo iniziale aveva lasciato immaginare un percorso di crescita stabile e ambizioso, con promesse addirittura in prospettiva Europa e una Salernitana capace di ottenere due strepitose salvezze in A mettendo in vetrina calciatori del calibro di Dia, Candreva, Ribery, Ruggeri e Piatek. La realtà, però, ha raccontato una storia diversa. Tra retrocessioni, errori di programmazione, continui cambi di allenatori e rivoluzioni tecniche mai realmente completate, il bilancio sportivo degli ultimi tre anni non può essere considerato soddisfacente. Per questo motivo la prossima stagione assume un valore decisivo. Non si tratta soltanto di costruire una squadra competitiva, ma di restituire credibilità a una proprietà che negli ultimi tempi ha perso gran parte del consenso popolare. Iervolino non può più permettersi sbagli, né proseguire con lo sfoglio della margherita sulle note del “cedo-non cedo”. Chi porta circa 70mila spettatori sugli spalti in tre gare casalinghe dei playoff deve avere sin da oggi la certezza che la Salernitana sarà una fuoriserie per la categoria. Senza pensare prima a cedere, senza l’alibi dei bilanci e senza arrivare a metà agosto per completare un organico che ha una discreta base, ma che non ha mai lottato per vincere il girone senza passare dagli spareggi. Le scelte che verranno effettuate nelle prossime settimane saranno probabilmente le più importanti della sua gestione. Eppure, nonostante il malcontento diffuso, soprattutto allo stadio e nelle piazze cittadine, sul web continua a esistere una parte della tifoseria che difende il presidente. C'è chi sottolinea gli investimenti effettuati, chi invita a non dimenticare le difficoltà del calcio moderno e chi ritiene che le responsabilità dei risultati negativi siano da condividere con dirigenti, allenatori e calciatori. Una posizione legittima, che testimonia come il giudizio sulla proprietà non sia affatto unanime e che tutto dipenda esclusivamente dall’imprenditore di Palma Campania. Tuttavia fa riflettere il confronto con il passato. La storia recente della Salernitana insegna che anche società capaci di conquistare promozioni, raggiungere risultati importanti e garantire stabilità sono finite spesso nel mirino della contestazione. A Salerno il livello di aspettativa è sempre stato elevatissimo e il rapporto tra tifoseria e proprietà raramente è stato privo di tensioni. Proprio per questo sorprende come una parte dell'ambiente continui a concedere credito a una gestione che, almeno sul piano dei risultati sportivi, non ha quasi mai raggiunto gli obiettivi prefissati pur con bilanci che testimoniano investimenti indiscutibilmente imponenti. La pazienza della piazza non è infinita. Le parole non bastano più. Servono programmazione, competenza e risultati. E ripartire dal tandem Faggiano-Cosmi lascia in eredità qualche perplessità che solo il campo potrà smentire.