Batticuore granata: altri 180 minuti tra lacrime e brividi. Salernitana, ci devi credere!
Senza pause, senza tregua, senza respiro. Un vero e proprio elettrocardiogramma a tinte granata, visto che le coronarie sono sempre messe a dura prova quando c'è di mezzo la Bersagliera. La Salernitana si prepara a vivere altri intensi novanta minuti, pieni di emozioni, sofferenze e sogni, a soli 72 ore di distanza dal turbolento derby contro la Casertana. Stavolta, a frapporsi sul cammino verso la Serie B, c'è un altro storico avversario: il Ravenna guidato da Andrea Mandorlini.
Un nome che evoca fantasmi di quindici anni fa, episodi ormai incisi nella storia ultracentenaria del club granata. Tuttavia, è fondamentale non personalizzare il confronto. L’obiettivo di questa sera, così come del ritorno previsto per mercoledì, non è affrontare Mandorlini in quanto individuo, ma superare il Ravenna, una formazione solida, navigata e con caratteristiche tecniche simili a quelle dei campani. Anche se Mandorlini potrebbe trovarsi di fronte a un’accoglienza comprensibilmente ostile, è evidente che la tifoseria granata ha sviluppato negli anni una maturità tale da ignorare con superiorità un avversario che in passato si è celato dietro discutibili scuse di "goliardia," senza mai palesare reale rimorso o assumersi le proprie responsabilità.
Tornando al campo, la sfida tecnica sarà ardua. Il Ravenna non è arrivato ai quarti senza difficoltà: la squadra romagnola ha superato il Cittadella grazie al migliore piazzamento nella regular season, dopo due pareggi acciuffati in rimonta (2-2 al Tombolato e 1-1 al Benelli), non senza un pizzico di fortuna. Quella del Ravenna è una formazione attrezzata e d’esperienza, con nomi di rilievo e un organico rodato con trascorsi in categorie superiori, un po’ come la Salernitana. Tra i protagonisti spiccano il centrocampista Tenkorang, l'ex Cagliari e Benevento Nicolas Viola, e la coppia d'attacco formata da Stefano Okaka e Manuel Fischnaller.
Quest’ultimo, che sembrava destinato a vestire la maglia granata durante il mercato invernale prima che il club puntasse su Facundo Lescano, sta vivendo un momento particolarmente positivo: nei playoff ha già segnato due reti in altrettante partite, rispetto all’unico gol messo a segno dal bomber argentino. Curiosamente, entrambi hanno chiuso il campionato con lo stesso bilancio: 16 presenze e 8 reti ciascuno. La dinamica di questa doppia sfida è nettamente diversa rispetto al derby con la Casertana: questa volta sarà la Salernitana a dover rimontare, partendo in svantaggio rispetto al Ravenna per via del miglior piazzamento dei romagnoli in campionato (+4 punti).
Una situazione che obbligherà la squadra di Cosmi a giocare con maggiore aggressività sin dal primo minuto, evitando le difficoltà e i cali di concentrazione visti nella delicata gestione del doppio vantaggio contro i falchetti. In effetti, durante la stagione i granata hanno dato spesso il meglio in situazioni di inseguimento, dimostrando grinta e determinazione nelle sfide all’ultimo respiro. Molto del destino di Golemic e compagni si deciderà questa sera, davanti a oltre ventimila tifosi pronti a trasformare lo stadio Arechi in un cuore pulsante di passione e colore. Un’energia straordinaria che ancora una volta sarà sotto gli occhi di tutta Italia e risponderà con amore e tifo genuino a ogni forma di ostilità esterna. Salerno è pronta a dare un'altra lezione di dignità e unione a chi si nutre di rancore. In campo, intanto, la Salernitana tenterà l’impresa: proseguire quel sogno chiamato Serie B, alimentandolo con coraggio e cuore.
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