Brescia più brillante, ma la semifinale si è decisa solo su due episodi
Il Brescia ha meritato la finale? Probabilmente sì, almeno per quanto visto nell’arco dei 180 minuti. La squadra di Corini è sembrata più fresca, più continua e più brillante sul piano atletico rispetto alla Salernitana. Eppure il verdetto della semifinale lascia comunque spazio a parecchi rimpianti per i granata perché nonostante la superiorità territoriale e una maggiore brillantezza generale, i lombardi hanno trovato la qualificazione soprattutto grazie a due episodi.
Il primo è la straordinaria rovesciata di Crespi all’Arechi, una giocata individuale fuori categoria che ha evitato al Brescia di arrivare al ritorno sotto nel punteggio e che mentalmente ha indirizzato anche la gara di ritorno. Il secondo è il clamoroso regalo difensivo della Salernitana dopo pochi secondi al Rigamonti, quando una serie di errori concatenati ha spalancato la porta ancora a Crespi (Clicca Qui per rileggere le pagelle del match di ritorno).
Ed è proprio questo che aumenta il rimpianto granata perché la sensazione è che, pur non essendo nella miglior condizione possibile, la Salernitana fosse rimasta pienamente dentro la semifinale fino agli ultimi minuti del doppio confronto. Anche nel ritorno, dopo il gol subito immediatamente, sarebbe bastato un episodio diverso, magari il colpo di testa di Inglese a inizio ripresa, per riaprire completamente tutto. Alla fine però i playoff spesso premiano chi sbaglia meno e la Salernitana, ancora una volta, ha pagato carissimo ogni minima disattenzione.






