...CHE CI FANNO VENIRE I BRIVIDI - Quagliarella di tacco, il nostro patrimonio
Ottava partite di seguito a segno. Come un certo Christian Vieri. Gol numero 58 in maglia blucerchiata. Come tale Montella Vincenzo. In Serie A, globalmente, fanno 138 marcature. Raggiunto Enrico Chiesa. Dire che - se si potesse - sarebbe da clonare, è fin poco. Fabio Quagliarella è infinito e, come il simbolo matematico, vivrà per sempre nei cuori blucerchiati e non solo. Quest'anno (ma sarebbe da dire in questi quattro mesi e spiccioli) ha realizzato 11 gol, di cui 2 di tacco, uno più bello dell'altro.
Con il Napoli, meraviglioso e indimenticabile, il primo. Con il Chievo, che aveva già punito con un tiro da centrocampo, nella prima esperienza blucerchiata, il secondo. E che gol, ragazzi. Punizioni dalla trequarti di Ramirez. Palla che arriva tesa poco dentro l'area di rigore. Il numero 27 della Samp finge di attaccare la porta e si stacca di un paio di metri dal marcatore. Girata di tacco che si infila precisa, dolce, ineffabile, all'angolo alla destra di Sorrentino, che può solo guardare. La Sud esplode.
Negli occhi di tutti, la magia di un personaggio tanto professionista e poco appariscente fuori, pazzo come Pulcinella quando inventa questi colpi, in campo. Umile, responsabile, capitano. Unico, inimitabile. Questi anni alla Sampdoria sono per lui il marchio DOP ad una carriera sensazionale. Quando si allena si dimentica dei titoli vinti e dei gol segnati e lo fa come un ragazzino che si deve guadagnare la prima convocazione. Questo insegna ai compagni, questo chiede ai compagni. Poi ci pensa lui, sempre, inesorabilmente, lui. Fabio Quagliarella, un patrimonio di tutti ma, per fortuna, solo nostro.


