SAMPDORIA MVP: l'insostituibile Torreira. La sensazione di giocare sempre in superiorità numerica...
Si sa, le sfide contro il Torino sono da sempre autentiche battaglie. Sarà per la storica rivalità anche a livello di tifoseria, sarà per le caratteristiche che contraddistinguono l'11 granata. Siamo andati allo stadio consapevoli di assistere a nuovi duelli in scena per l'intero arco dell'incontro.
Non abbiamo vissuto un pomeriggio esaltante per qualità di gioco, ci abbiamo messo anche del nostro in termini di imprecisione negli appoggi, inferiore dinamismo da alcuni giocatori chiave, incertezza in fase di costruzione del gioco da parte della linea difensiva e un numero di occasioni da rete al di sotto delle attese.
Eravamo però consapevoli che sarebbe stata dura prevalere sul Torino, soprattutto dopo l'avvento in panchina di Walter Mazzarri. La mediana è stata la sede di autentici scontri, duelli fisici, diversi interventi ritenuti fallosi, alcuni meritevoli dell'ammonizione, molti altri non segnalati dalla direzione arbitrale. In un quel fazzoletto di campo chi è salito in cattedra era il più piccolo in altezza tra i protagonisti impiegati.
Lucas Torreira non ha mai avuto paura di niente e di nessuno, fa parte del suo DNA. Talvolta anche contro più avversari l'uruguayano ha prevalso, con quel mix di tecnica, dinamismo, coraggio e lavoro sporco che lo rendono un elemento pressochè insostituibile. A prescindere dal goal che ha sbloccato la gara, si contraddistingue per l'ennesima volta come il migliore in campo nel nostro 11, grazie alla capacità di chi vanta qualità fuori dal comune di darci più volte la sensazione di giocare con un paio di calciatori in più dell'avversario.
Perchè chi recupera palla al limite della nostra area, chi combatte nel cuore del centrocampo (al minuto 11 della ripresa prevale giocando da terra...), chi verticalizza il gioco, chi pressa alto in fase di rottura, chi conclude in porta, chi tiene le giuste distanza tra i reparti porta sempre il medesimo nome. Tra giocatori normali ciò non capita, non scendiamo in campo in superiorità numerica, semplicemente vantiamo tra le nostre fila un talento ormai sinonimo di campione. Lucas Torreira.


