SAMPDORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - Tra Barreto e Alvarez, un centrocampo gianico
Edgar Barreto è uno di quei giocatori che, se dal punto di vista dell'impegno e della grinta sono indiscutibili, dal punto di vista tecnico mostrano in più di un'occasione di essere un po' lacunosi. Durante la prima fase del match disputato contro i fradei di Verona, il paraguiano non stava sicuramente mettendo in scena una delle sue migliori performance: tanta corsa, ma poca lucidità. Ma si sa, il calcio offre tante occasioni e forse sentendosi un po' Giano, col passare dei minuti Edgar iniziava a prendere confidenza con la gara, a trovare gli spazi, pur non eccellendo.
Ecco iniziare la seconda frazione, passano cinque minuti e Caprari scodella in area un bel cross che proprio Barreto intercetta di testa ed insacca alla spalle del portiere gialloblu. Da quel momento in poi la giornata del centrocampista di Asunción è stata un crescendo: tra giocate eleganti e la solita forza, raggiunge il momento di raccogliere i meritati applausi, lasciando il posto a Valerio Verre, che in pochi minuti di gara fa il suo senza infamia e senza lode. Una partita quindi, quella disputata contro l'Hellas Verona, che ha riassunto tutta la gianicità di Barreto.
Karol Linetty e Lucas Torreira, i restanti elementi della zona mediana titolare contro i veneti, sono capaci di mostrare un buon gioco, ma senza davvero mostrarsi quelli che hanno saputo essere nei mesi scorsi: se l'impegno è dote innata nei due, così come la qualità tecnica, forse per stanchezza o forse per gioventù, risultano a tratti un po' confusionari e, sopratutto Linetty, poco lucidi sotto porta. Nulla che scalfisca l'importanza di questi due elementi blucerchiati, ma senza dubbio le qualità per prestazioni superiori, hanno dimostrato più volte di possederle.
Fase del gioco un po' irretita, prima del penalty che ha concesso la sicura vittoria alla truppa di Giampaolo, con la Samp leggermente succube dei tentativi di pareggio dei gialloblu ed ecco allora che il Mister decide, saggiamente, di adottare un modulo un poco più difensivo: fuori Caprari, dentro Riki Alvarez. Se è verissimo che, quantomeno a bocce rotolanti, mugugnare di un calciatore non ha davvero senso - sacrosante quindi le lamentele in tal senso espresse da Giampaolo a fine gara - è altrettanto innegabile che "Riki Maravilla" non sta certo meravigliando, in positivo, nessuno. Purtroppo, la brillantezza che ha dimostrato di possedere, pare al momento averlo abbandonato: gioca distratto e sbaglia molto. Se Marco Giampaolo insiste su di lui, sicuramente anche noi tifosi abbiamo il dovere di dargli credito, credito che però andrà giustificato con prestazioni all'altezza.


