Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
Il mio conto alla rovesciaTUTTOmercatoWEB
giovedì 5 agosto 2010, 10:11News Doria
di Cristian Marmo
per Sampdorianews.net

Il mio conto alla rovescia

Lo ammetto: io d'estate mi disintossico. Dopo una stagione passata a guardare tutte le partite trasmesse in tivù, compresi i campionati stranieri, le serie minori, le partite degli amici che giocano in Promozione o al campo di calcetto, trovo assai giusto e intelligente staccare la spina per un po', disintossicarmi, appunto.

La stagione del tifoso è un po' come quella del calciatore: anche noi ci stanchiamo, anche noi abbiamo bisogno del tanto meritato riposo estivo dopo un'annata passata a soffrire, a sudare, a esultare. E che cosa fa un tifoso quindi, in estate? Aspetta.

La prima tappa è sicuramente quella dei calendari, usciti da poco. Il classico gioco estivo di tutti i tifosi: facciamo tre punti qui, qui ci basta il pareggio, qui rischiamo di perdere...non facciamo in tempo a leggere tutte le partite che già le sappiamo a memoria! E' da qui che riparte la preparazione del tifoso di calcio. E' strano a spiegarsi, ma per me l'anno non comincia il primo gennaio come per tutti gli esseri umani, ma bensì a settembre, quando finalmente ricomincia la Serie A e tutta la mia vita riprende il suo solito percorso.

E' un po' come se il mio personalissimo conto alla rovescia partisse poco prima del fischio dell'arbitro alla prima gara di campionato, anche se ci tengo a precisare che non mi è mai saltato in mente di alzarmi e gridare a tutti i presenti "buon anno!", né ho mai pensato di osservare la partita con una bottiglia di spumante ai miei piedi. Insomma, c’è un limite a tutto.

Come è ovvio che sia continuo a seguire tutte le vicende che riguardano la mia Samp anche d’estate: leggo le interviste, seguo le indiscrezioni di mercato, e da qualche tempo ho addirittura l’opportunità e la fortuna di poterne scrivere. Chi lo avrebbe mai detto, vent’anni fa, quando dissi a mio fratello “Io voglio tifare Sampdoria”, quando tutti a scuola si facevano coinvolgere dal blasone della Juve o dell’Inter? Eppure eccomi qua, a raccontarvi una storia con le mie parole.

Quando mio fratello mi regalò la sciarpa della mia nuova squadra mi disse semplicemente che la scelta che avrei fatto sarebbe durata per sempre. Devo ammettere che ho sempre fatto molta fatica a portare avanti tutte le decisioni che ho preso nella mia vita, ma posso tranquillamente affermare che la scelta della squadra di calcio, una delle scelte più importanti della mia vita, è l’unica cosa che a distanza di molto tempo perdura ancora, con la stessa passione di sempre.

Lo scorso 16 maggio, quando il Pazzo ci ha dato la gioia del preliminare di Champions, ho pianto come un bambino, come quel bambino che disse al fratello di voler tifare Sampdoria: per sempre. Ho pianto per un semplicissimo motivo: la prima partita che ricordo di aver visto in vita mia è la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona, allo stadio di Wembley. E dopo la partita contro il Napoli, nel momento dei festeggiamenti, quando tutto lo stadio esultava per il quarto posto, ho pensato a tutti i miei anni da tifoso della Sampdoria, ed è stato un po’ come se il cerchio si fosse chiuso: i miei ricordi di tifoso nascono da una partita di Coppa dei Campioni, ed ora eccoci di nuovo là, a giocarci ancora una volta un posto nel mondo dei grandi.

Sono cambiate molte cose nel frattempo, inutile sottolinearlo. Però io credo fortemente nei segnali, e quest’anno la finale si gioca a Wembley, come diciannove anni fa. Non sono così ingenuo e sognatore da credere che la Samp possa arrivare in finale, magari contro il Barcellona di Messi & co., e alzare la Coppa, certo. Però credo che tra due settimane, quando finalmente inizierà la mia, la nostra stagione di tifosi, sentirò un brivido lungo la schiena. Penserò a quel bambino davanti ad un televisore con la sua sciarpa sulle ginocchia, e capirò che in fondo le cose non sono poi così cambiate.

Altre notizie