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IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO - il pensiero di chi tifa Sampdoria nel mondo
giovedì 2 giugno 2022, 14:11News Doria
di Redazione Sampdoria News
per Sampdorianews.net

IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO - il pensiero di chi tifa Sampdoria nel mondo

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GIACOMO ZANON (FRANCIA): A stagione finita, guardando indietro ai mesi passati viene sicuramente da tirare un sospiro di sollievo. L'annata tribolata tra guai societari, difficoltà in campo, cambio d'allenatore è finita nel migliore dei modi, con la salvezza raggiunta a qualche giornata dalla fine. Che la stagione sarebbe stata poco esaltante si era in realtà capito già in estate, con un mercato povero ed un dubbio, sempre mal celato, sulla capacità della proprietà di costituire una squadra competitiva. La realtà è stata ancora più dura di quello che si potesse immaginare. La Samp ha vissuto di alti e bassi senza praticamente mai convincere con D'Aversa restando sempre immischiata nei bassifondi della classifica. Poi le cose sono andate ancora peggio, con le ben note vicende societarie, un mercato di riparazione fatto con poco (ma che alla fine ha portato i suoi frutti), il ritorno di Giampaolo che ha stentato a rimettere in carreggiata una compagine che sembrava incapace di estrarsi da una situazione complicata. Sono bastate due vittorie, con Venezia e nel derby per permettere a Quagliarella e compagni di raggiungere un obiettivo che a momenti sembrava impossibile. Certo, la salvezza è dovuta in parte anche ai demeriti degli avversari, ma credo sia importante riconoscere che nelle difficoltà tutto il mondo doriano si è stretto attorno ad un gruppo che malgrado i limiti tecnici ha fatto di tutto per garantire una posto ai colori blucerchiati nella prossima serie A. Ora l'estate sarà lunga. L'arrivo di una proprietà è sicuramente la speranza di tutti noi doriani. La nave non è affondata, ma c'è bisogno di vele nuove perché possa riprendere il largo.

STEFANO ORENGO (POLONIA): La nave è arrivata in porto. Dopo mesi passati ad affrontare onde alte e acque pericolose il vascello blucerchiato ha raggiunto la tanto agognata permanenza in serie A, viatico fondamentale anche in ottica societaria. È stata una stagione in cui è successo di tutto, dall’arresto di Massimo Ferrero al cambio di allenatore in corsa, passando per una serie di risultati negativi che a un certo punto ci avevano fatto temere il peggio. Certe annate sono maledette e questa per certi versi lo era sembrata, ma alla fine l’esito ha sorriso a noi Blucerchiati, voltando le spalle invece a chi nelle stagioni precedenti si era sempre salvato per il rotto della cuffia. Ora lo sguardo va già al prossimo anno; anno che ci auguriamo tutti più sereno, sia come risultati che come situazione societaria. Ma con una consapevolezza che ci deve dar fiducia: la permanenza in serie A era un mattone fondamentale per garantirci un futuro più roseo. Avanti marinai, avanti Sampdoria!

GIUSEPPE D'AMICO (OLANDA): La metafora della tempesta usata da D’Aversa nei giorni dell’arresto di Ferrero si è rivelata veritiera, con la stagione che è stata vera e propria burrasca fino a qualche giornata dalla fine. È una salvezza che è passata dagli interpreti, dalle vicende ma soprattutto dai tifosi. Restituire il gol di Boselli ai rivali cittadini dopo undici anni con una parata di Audero al 96’, su un rigore calciato dal loro capitano, condannandoli all’abisso… epilogo che resterà indimenticabile nella storia del calcio genovese (e non solo). Al finale che sembra frutto di una scenografia, si sono alternate prestazioni più che opache, viziate da un organico col senno di poi incompleto e vessato dagli infortuni. Le vicende societarie non hanno di certo aiutato la Sampdoria, che con la forza del proprio Presidente, di un allenatore capace e dell’energia del tifo, organizzato e non, ha saputo rialzarsi e tirare i remi in barca. Proprio l’immagine del Ferraris nel giorno del derby, tinto di blucerchiato, è l’immagine con cui tutti i Sampdoriani dovranno andare a dormire questa estate. Marco Giampaolo si è caricato sulle spalle la squadra tutta, assieme alla dirigenza e al sempreverde Quagliarella, lasciando parlare chi lo criticava (soprattutto sui social, sui quali si dovrebbe aprire un discorso a parte) e portando a casa i risultati che sono valsi la salvezza. L’imperativo è ora ripartire con consapevolezza, maturità e pianificazione, in attesa di quello che sarà il passamano societario (se arriverà). Nel frattempo grazie mister, grazie ragazzi e grazie Presidente per aver riportato entusiasmo nella piazza che forse più si era disinnamorata durante gli anni della pandemia. Forza Sampdoria!

LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): l'unica parola che mi salta subito in mente è "salvezza". Dopo la batosta con la Salernitana le paure erano tante e giustificate. Avevamo iniziato bene al di là delle aspettative, poi le assenze a centrocampo e gli infortuni di giocatori importanti, soprattutto in avanti, hanno fatto precipitare la gestione D'Aversa. Poi è avvenuto l'arresto di Ferrero, in panchina si è fatto la scelta Giampaolo, scelta per me inspiegabile visto che ha bisogno di impostare la squadra, ho visto parecchia confusione a livello dirigenziale. A gennaio sono arrivati parecchi giocatori reduci da infortuni o lunghi periodi ai box, per fortuna Sabiri e Rincon hanno superato ogni più rosea aspettativa. Ci siamo salvati grazie alla dita di Audero sul rigore di Criscito. In cosa possiamo sperare? Una nuova proprietà. L'ossatura della squadra può ancora essere valida, occorre sostituire giocatori ormai datati anagraficamente in una stagione così lunga e impegnativa ed evitare elementi non all'altezza a prezzi pazzeschi.

SERGIO LA CAMERA (GERMANIA): Una salvezza che si sarebbe potuta conseguire con parecchie giornate di anticipo avendo fatto anche solo con qualche punto in più in partite assolutamente alla nostra portata per esempio contro squadre come Spezia, Salernitana, Udinese, Torino, Bologna, Cagliari (con queste ultime tre abbiamo perso ben diciotto punti!), ma non lamentiamoci. Mi auguro di vedere ancora Marco Lanna insieme a Carlo Osti. E poi…ripartiamo da Falcone e Sabiri, da Colley e Ferrari, da Augello, Thorsby e Bereszynski. Ripartiamo dall’esperienza di Yoshida (quello dell’anno scorso, però), di Ekdal, Candreva, Rincon e Quagliarella – i più giovani avranno ottimi esempi dai quali imparare. Valorizziamo di più il settore giovanile (più spazio a tanti Trimboli in prima squadra). E soprattutto, mi auguro che Gabbiadini e Damsgaard possano tornare ai livelli raggiunti prima di infortunarsi. E poi…pochi acquisti, ma mirati; poche cessioni con lo scopo di fare cassa o ridurre il monte ingaggi. Nella speranza di una nuova proprietà che proponga un serio progetto sia sportivo che aziendale ma sia soprattutto garante di quello "stile Sampdoria“ che è stato ignorato e vilipeso durante le ultime gestioni. Alla tifoseria, infine, non c’è alcunché da suggerire, i tifosi blucerchiati  sanno sempre che cosa c‘è da fare per sostenere i colori più belli del mondo.

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