...CHE CI FAN VENIRE I BRIVIDI: dal mancino di Gabbiadini gli unici spunti
Nonostante si trovi sotto di un goal a meno di dieci minuti dal fischio d'inizio, la Samp vista con il Milan ha il merito di non perdersi d'animo, ma il cruccio di non riuscire a creare veri e propri pericoli nell'area rossonera, nonostante il forcing finale.
L'attacco blucerchiato si presenta di fronte al Milan ridotto ai minimi termini, con i soli Fabio Quagliarella e Manolo Gabbiadini a disposizione, in seguito alla mancata convocazione di Caprari e Torregrossa. Il capitano blucerchiato, sebbene sempre pronto a ripiegare con l'energia di un ragazzino, risulta spesso isolato e con poco spazio a disposizione per impensierire la retroguardia rossonera. I pochi pericoli provengono dal mancino del compagno di reparto.
Gabbiadini ci prova nel primo tempo su punizione: è il 17' e la posizione è una di quelle da cui pochi giocatori possono sperare di trafiggere un portiere. Il numero 23 è uno di questi: sfodera il suo mancino potente da trenta metri e impegna Maignan, che devia sulla traversa con la punta delle dita.
Nella ripresa ha ancora un sussulto: al 52' approfitta di una disattenzione di Hernandez e prova a calciare da posizione angolata, ma questa volta non imprime abbastanza forza alla conclusione e, seppur non impeccabile, il portiere rossonero ha la meglio e neutralizza il tentativo di riacciuffare il pari.
Il suo infortunio alla caviglia preoccupa, sia perché senza di lui la qualità offensiva blucerchiata è di fatto dimezzata, con il solo Quagliarella a reggere sulle spalle il peso dell'attacco, sia perché nel reparto avanzato la Samp ha alternative limitate. Con Caprari verso la cessione e Torregrossa alle prese con un intoppo fisico, è innegabile che la strada si faccia in salita. L'augurio è che il responso medico sia favorevole e che Gabbiadini possa presto recuperare perché in questa Samp in via di definizione serve qualcuno con visione di gioco e feeling con il goal.


