Vierchowod: "La salvezza della Sampdoria dipende dallo Spezia. Non avrei preso Stankovic"
Pietro Vierchowod è stato ospite, tramite collegamento telefonico, nella trasmissione Forever Samp in onda su Telenord. L'ex difensore doriano ha commentato la situazione della Sampdoria:
La Sampdoria può ancora salvarsi oppure no?: "Dipende esclusivamente dallo Spezia che ha 25 punti. Io ho fatto i miei calcoli, se lo Spezia dovesse vincere 3-4 partite ci sarebbe poco da fare. La Sampdoria, a quel punto, dovrebbe vincerne 7 su 10 per salvarsi. La speranza c'è sempre, ma è molto difficile. Il campionato non l'hai buttato via adesso, ma prima quando hai perso in casa con il Lecce ed il Monza. Non dipende più dalla Sampdoria, ma esclusivamente dallo Spezia".
In prospettiva, Stankovic lo confermeresti anche in B?: “L’altra volta avevo già detto che io non l’avrei preso perché ci volevano due mesi affinché capisse fino in fondo il campionato, poi abbiamo visto la media punti e ha fatto peggio di Giampaolo. Soprattutto non c’è stata nessuna svolta, io l’avrei cambiato due mesi fa perché i risultati non sono mai venuti. So che è brutto cambiare 2-3 allenatori, ma per salvarmi avrei fatto anche quel cambio, ma ormai è tardi. Quanti punti ha fatto Stankovic? Cosa ha dato alla squadra? La squadra può anche aver giocato bene, ma a me non interessa, io mi voglio salvare anche giocando male e facendo punti. Ma i punti non si sono fatti, hai perso con Lecce e Monza, squadre che erano alla tua portata".
Quali sono i difensori di oggi che ti hanno colpito?: “Seguo spesso, se mi chiedi tre giocatori che metterei in nazionale come difensori, ne scelgo tre ma non certo giovani. Le squadre più forti hanno tutti stranieri, italiani c’è ne sono pochi, magari Scalvini che sta facendo bene ma deve ancora confermarsi. La vecchia scuola, il modo di marcare, non ne vedo perché insegnanti non c’è né. Chi può insegnare? Anche nelle grandi squadre non c'è ne uno che fatto il difensore, chi insegna?.
Chi avresti preso al posto di Stankovic?: “Avrei puntato su un allenatore esperto italiano. Chi doveva venire non è venuto perché aveva detto che dietro al club ci fosse sempre Ferrero (Ranieri ndr), però c’era per esempio Delio Rossi che in settimana è andata al Foggia. Ci voleva un allenatore italiano che conoscesse la nostra realtà. Perché un allenatore, può essere anche bravo, ma ha bisogno di 2-3 mesi per dare un’impronta alla squadra. E comunque questa impronta non c’è stata perché i risultati non sono venuti.
Chi sono i difensori della Sampdoria su cui si può puntare nelle ultime dieci partite?: “Ma non è tanto i difensori, ma la fase difensiva che è stata deficitaria. Tu puoi anche avere i difensori più forti del campionato, ma se il centrocampo non fa un buon filtro sei sempre in difficoltà perché hai l’attaccante avversario che devi marcare, con i più poi i centrocampisti che si inseriscono vai sempre in difficoltà. E questo spiega i tanti goal subiti dalla Sampdoria, non tanto per le colpe dei difensori ma il centrocampo non ha mai fatto un buon filtro efficace che potesse limitare gli inserimenti dei centrocampisti avversari”.
Un ricordo di Gianluca Vialli a quasi tre mesi dalla scomparsa, un vuoto difficile da colmare: “Sì, molto difficile da colmare. La settimana scorsa io e Lombardo eravamo al Coni di Milano per una serata dove abbiamo raccontato le varie vicissitudini e la vita di Vialli. E’ stato molto bello perché c’erano anche gli ex giocatori della Cremonese, io e Attilio, più altri giocatori e dirigenti che parlavano tutti del “nostro” Luca e di quello che ha dato alla città di Genova”.


