Sampdoria, Federclubs Vassallo: "A Radrizzani il nostro grazie"
Tra gli ospiti della trasmissione di Telenord, Forever Samp, di ieri sera c’era anche Emanuele Vassallo, presidente della Federclubs. Questi i suoi commenti ai vari temi trattati in studio:
Sul ruolo fondamentale dei tifosi: "Sicuramente ci siamo comportati da Sampdoriani siamo stati l'ultimo baluardo. Finalmente non lo facciamo più da soli".
Su Fabio Grosso come nuovo allenatore: “Quest’anno giudicare cosa abbia funzionato alla Sampdoria è dura, però il cammino di grosso in questo campionato è stato favoloso. Quindi penso che sia un nome già per la Serie B con delle competenze importanti. Chiaramente, in altre piazze magari non è andata come sperava. Dopo un anno del genere merita fiducia”.
Sulle plusvalenze create da Pecini: “Intanto i valori crescono. Perché anche per ammissione dello stesso Ferrero il progetto era inserire giocatori di valore superiore per rivenderli per valori ulteriormente superiori, ma quello che è sempre mancato era un obbiettivo a lungo termine per la Sampdoria. Tutto queste operazioni cosa portavano nelle casse della società se poi non venivano create delle strutture. Stiamo ancora aspettando il campo di Bogliasco che ci hanno sventagliato per 5 anni come una loro creazione e non è ancora terminato. Quindi è mancato da sempre l’interesse ad investire nella Sampdoria. All'ingresso di Ferrero si parlava di un periodo ponte di due tre anni. L’aveva presa con l’intento di venderla, poi purtroppo la situazione si è incancrenita.
Sulla volontà della nuova proprietà: “Da tifoso la cosa che vedo come più importante è la volontà di arrivare alla fine, la volontà che forse in altre trattative non c’è stata perché l’accordo non si è trovato, è saltato per vari motivi, insomma, sono anni che aspettavamo la nostra liberazione e Radrizzani ha fatto di tutto per ottenerla, quindi a lui va il nostro grazie, parlo da presidente della Federclubs, ma è il sentimento di tutti i tifosi.
Questa volontà di cui lui parla, dicendo che secondo il nostro desiderio di creare un nuovo corso per la Sampdoria è quello che veramente ormai sono 9 anni che attendavamo ed è alle porte”.
Sui contatti cercati dai presunti acquirenti con la tifoseria: “Penso sia normale, insomma, per noi è la prima volta in questi anni che andiamo incontro a una situazione del genere. Però insomma, nei mesi oltre ai nomi sui giornali ci è capitato di avere contatti con il gruppo, la realtà, con il progetto di cryptovalute o quant’altro. Sicuramente noi nel nostro piccolo un po' di verifiche abbiamo cercato di farle. Soprattutto una cosa che ho cercato di inculcare a tutti ed è valso per tutti fino ad oggi è che prima di interfacciarsi con la Federclubs loro dovevano dimostrarsi interessati all’acquisto della Sampdoria coi fatti, non con le parole rivolte a me o le telefonate per interposta persona. Questo è valso in tanti casi. Radrizzani non l'ho neanche mai sentito da lontano e ha comprato la Sampdoria. Ulteriore conferma che quando uno le cose vuole farle, riesce a farle.
Sulla nascita del Sampdoria Club Val Petronio: “Io racconto che quando gli ho sentiti la prima volta si sono presentati dicendomi io sono Il don e poi c’è il Sindaco ed io me li immaginavo un po’ come Don Camillo e Peppone. Invece poi c'è stata questa la presentazione favolosa del club perché oltre alla presenza di Marco [ndr. Lanna], tantissime persone della zona, tantissimi bambini, tantissimi ragazzi. È un club trasversale come ne stanno nascendo tanti altri. È un momento davvero unico per la tifoseria perché in uno dei momenti più bassi dell’Unione Calcio Sampdoria i tifosi si sono fatti carico del peso di quella bandiera”.
Sulla fiducia nella nuova società: “Penso che i nostri nervi abbiano sperimentato il peggio del peggio in questi anni. Sicuramente c'è fiducia, c’è volontà di dare tutto il tempo che merita alla nuova società di ripartire. Io non sono così convinto che questo sia solo un anno di transizione. Quello che loro hanno fatto a Leeds è stata una piccola rivoluzione sia nelle strutture che nella gestione del club. Se volessero riportare quel tipo di calcio, quel modello innovativo per certi versi anche qui a Genova sarebbe un progetto interessante e lungimirante, cosa che c’è mancata in questi ultimi anni”.


