L’Argentina esiste oltre Messi: 3-1 alla Svizzera, anche Lautaro in gol nel finale
L’Argentina comincia bene, soffre e si fa riprendere ma, un po’ come successo già contro Capo Verde, ai supplementari si ritrova e ha la meglio per 2-1 sulla Svizzera. In semifinale Messi e compagni se la vedranno contro l’Inghilterra.
Mac Allister per l’1-0 all’intervallo
Dopo gli squilli di Mbappé, Yamal e Bellingham, tocca a Messi rispondere. Il pluri-Pallone d’Oro è naturalmente titolarissimo là davanti, con nessuno dei due ct che sorprende troppo in sede di scelta della formazione. Giusto Yakin, tenendo fuori inizialmente Vargas. L’incoraggiante partenza in fase di possesso degli elvetici è un’illusione, alla prima palla buona è l’Argentina a colpire. Al 10’, da calcio d’angolo, ispira un Messi defilato fino a lì: assist al bacio, il 10° di sempre ai Mondiali, per Mac Allister che di testa fa 1-0. In svantaggio per la prima volta in questo Mondiale, la Svizzera non organizza una reazione vigorosa da subito, e senza troppi patemi (serve giusto un’uscita di ‘Dibu’ Martinez per fermare Embolo una volta lanciato verso di lui) l’Argentina chiude il primo tempo sull’1-0.
La Svizzera reagisce e pareggia
Al rientro in campo - senza sostituzioni - si ha la sensazione che la Svizzera negli spogliatoi abbia trovato le motivazioni giuste. La squadra di Yakin alza la pressione e costringe l’Argentina a lunghe fasi di difesa, interrotte da qualche estemporaneo lampo, soprattutto di Messi, comunque anch’esso apparso non a pieno regime. La Seleccion si fa speculativa, gli elvetici guadagnano campo: nonostante i tifosi argentini sugli spalti pensino già alle semifinali (“Chi non salta è un inglese”, si sentiva) l’esito di Kansas City appare decisamente non scontato. Il più pericoloso è Ndoye, e non a caso è proprio lui a trovare l’1-1, chiudendo un triangolo con un altro ex Serie A, Ricardo Rodriguez.
Rosso Embolo, supplementari e gioia Argentina
Da lì, però, il match esplode. Perché avviene un altro episodio destinato ad alimentare le voci anti-Argentina, l’espulsione a Breel Embolo, che l’arbitro - il portoghese Pinheiro - assegna per doppia ammonizione, dopo revisione VAR per scambio di persona (aveva inizialmente ammonito Paredes, in realtà ‘vittima’ della simulazione). Scaloni prova subito a rivoluzionare gli schemi, togliendo un difensore (Tagliafico) per un esterno offensivo (Nico Gonzalez). Quest’ultimo offre a Mac Allister il cross per la doppietta e il sorpasso, ma il numero 20 stavolta manca la porta. Tenta di accendersi anche Messi, ma va largo di centimetri in pieno recupero. Il fortino svizzero resiste, la sfida si trascina ai tempi supplementari: per entrambe è la seconda volta in questo Mondiale. Almada regala l’illusione del gol ai tifosi argentini, con un tiro da lontano. Ci prova dalla distanza anche Julian Alvarez più tardi, al 112’, e viene fuori un capolavoro: il destro del Ragno scende alle spalle di Kobel sul palo lontano, lambendo l’incrocio. È il gol che scatena la festa Albiceleste, ma nel finale c’è ancora spazio per un altro gol: lo segna Lautaro Martinez, il secondo centro nel suo Mondiale, per il definitivo 3-1.






