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Diego Anelli su Napolipress.it: "Guberti può davvero fare la differenza contro il Napoli"TUTTOmercatoWEB
© foto di A.Mariani/TuttoVerbania.com
sabato 18 settembre 2010, 11:48News Doria
di Redazione Sampdoria News
per Sampdorianews.net

Diego Anelli su Napolipress.it: "Guberti può davvero fare la differenza contro il Napoli"

Il nostro Direttore Diego Anelli, intervistato dai colleghi di napolipress.it, ha esternato le proprie impressioni sulla difficile sfida casalinga che attende il Doria contro il Napoli dell'ex Mazzarri, sul mercato estivo della massima serie e sulla lotta per i piazzamenti europei:

Sampdoria – Napoli sarà anche la partita degli ex: Maggio, Campagnaro, Mazzarri, Mannini. Chi potrebbe essere il protagonista della sfida? “Maggio ha le caratteristiche fisiche e tecniche per dar fastidio al 4-3-1-2 di mister Di Carlo. Se dovesse scendere in campo, per Campagnaro si tratterebbe della prima volta da ex al Ferraris e potrebbe aprirsi un bel duello con Cassano, o Pazzini. Mannini potrebbe non partire titolare dal 1’, ma molto dipenderà dalle scelte compiute da Di Carlo in ottica turnover ad Eindhoven. Mazzarri tiene moltissimo a qualunque sfida, ancora di più se si tratta di un incontro prestigioso contro un avversario quotato e da lui già allenato. È un professionista serio che cura al massimo ogni dettaglio, ovunque sia andato, i risultati sono sempre stati dalla sua parte”.

Nell’ultima giornata dello scorso torneo il Napoli di Mazzarri fece sudare le proverbiali sette camicie alla Sampdoria che era alla disperata ricerca dei 3 punti necessari per conquistare il quarto posto. La vittoria alla fine arrivò, ma i partenopei, seppur privi di uomini fondamentali come Lavezzi, Campagnaro, Gargano e Hamsik, uscirono dal campo a testa alta. Che sfida ti aspetti domenica sera? “Mi attendo un match assai equilibrato, ma, al tempo stesso, emozionante, pieno di colpi di scena e capovolgimenti di fronte. Di Carlo e Mazzarri possono diventare protagonisti della serata, estraendo dal cilindro qualche interessante novità tattica, o facendo ricorso a giocatori capaci di far cambiare binario al match a partita in corso. La tattica avrà fondamentale importanza, ma gli schemi saranno destinati a saltare non appena qualcuno dei giocatori dotati di maggior classe si farà trovare pronto dinanzi agli episodi topici”.

Nelle scorse sessioni di mercato Cassano, Pazzini e Palombo furono accostati, da alcuni media e in periodi diversi, al Napoli di De Laurentiis. Chi avrebbe fatto comodo alla causa azzurra? “Si tratta di campioni, titolari inamovibili nella Sampdoria e giocatori stabilmente nel giro della Nazionale di Cesare Prandelli. Cassano sarebbe stato in passato il giocatore giusto per accendere la fantasia del pubblico napoletano, poteva interessare quando era ai margini del Real Madrid. Pazzini è un sogno non nascosto della dirigenza partenopea, ma, se un giorno il Pazzo dovesse davvero partire, la sua destinazione sarà una grandissima a livello italiano, o europeo. Palombo era il giocatore giusto per sistemare la zona nevralgica del campo, ma da tempo il Capitano blucerchiato ha fatto una scelta di cuore, una scelta di vita, è destinato a terminare la carriera con la casacca doriana”.

Il Napoli ha ottenuto due pareggi contro Fiorentina e Bari: l’ambiente come ha reagito ad un inizio di campionato non deludente, ma nemmeno esaltante, e al mercato estivo, principalmente basato sull’arrivo di Cavani e sulla partenza di Quagliarella? “A Napoli, come in qualunque grande piazza, più di qualcuno aveva storto il naso dinanzi ad un mercato piuttosto bloccato e privo di colpi, ma, seguendo le orme delle altre compagini, la priorità era far cassa e sfoltire l’organico, collocando altrove i giocatori che non rientravano più nei piani tecnici e societari. Cavani è un grande colpo, il Napoli ha portato avanti la trattativa in assoluto silenzio, non facendo trapelare nulla e un tridente Cavani – Lavezzi – Quagliarella sarebbe stato fenomenale. Il condizionale è diventato poi d’obbligo quando l’ex doriano ha deciso di accettare le lusinghe della Juventus. Napoli si è sentita tradita, ma siamo dinanzi alle scelte di professionisti, che vanno, fortunatamente o purtroppo a seconda dei casi, sempre accettate. C. Lucarelli è un pupillo di Mazzarri e Cribari è arrivato un po’ a sorpresa, ma forse Denis e Rinaudo non offrivano minori garanzie”.

Quanto peseranno le fatiche di Europa League su entrambe le compagini? “Gli impegni europei condizioneranno sicuramente il rendimento di Sampdoria e Napoli nella sfida di domenica sera, ma Mazzarri e Di Carlo hanno a disposizione rose piuttosto ampie e ben assortite in ogni reparto. A loro spetterà il compito di portare avanti un turnover intelligente, cercando di affrontare nel migliore dei modi ognuna delle tre competizioni stagionali, senza però spremere più del dovuto i giocatori cardine”.

Inter, Milan, Roma e Juventus, almeno sulla carta, sembrerebbero le favorite per i piazzamenti Champions, ma l’anno scorso ha insegnato che le sorprese spesso non mancano. Sampdoria, Palermo, Napoli, Fiorentina, Genoa, Lazio, o una new entry: chi può dare davvero fastidio alle big in ottica quarto posto? “A mio modesto parere anche quest’anno le squadre di medio – alto livello daranno grande filo da torcere alle big, presunte o reali. L’Inter resta la candidata numero 1 per lo scudetto, anche se la concorrenza sarà ancora più agguerrita e competitiva Il Milan ha un attacco atomico, ma un centrocampo lento e datato, oltre che una difesa ballerina. La Roma ha l’organico della passata stagione, dai piedi di Borriello e Adriano si attendono i goal per colmare il gap che divide i giallorossi dai campioni d’Europa in carica, mentre la Juventus è al momento un cantiere aperto, visto il cambio alla guida tecnica e la rivoluzione dell’organico. La Sampdoria ha dimostrato l’anno scorso che nulla è impossibile, quando una società lavora seriamente, non fa mai il passo più lungo della gamba, tiene sott’occhio il bilancio, trattiene i propri campioni e valorizza i propri giovani. Sono curioso di vedere come due campioncini come Pastore ed Hernandez riusciranno a riportare il Palermo in lotta per il quarto posto, anche se gli impegni europei potrebbero anche favorire compagini destinate a giocare soltanto alla domenica, come Lazio, Fiorentina e Genoa, per le quali però c’è ancora molto da lavorare”.

Che opinione ti sei fatto sul mercato estivo realizzato dalla Sampdoria, andata controcorrente rispetto a buona parte delle concorrenti: nessun acquisto di rilievo, ma sono stati trattenuti tutti i pezzi pregiati e fatti rientrare alla base i migliori talenti del settore giovanile? “Come ho più volte sottolineato sulle pagine di Sampdorianews.net, l’organico attuale è perfetto per far bella figura in ognuna delle tre competizioni. Il tecnico è capace, giovane, ma già collaudato nella massima serie, dispone di numerose alternative sia a centrocampo che in attacco, mentre in difesa la partenza di Stankevicius ha lasciato numericamente un vuoto, anche se si attende di vedere all’opera il promettente Rossini, che potrebbe seguire le orme di Volta, protagonista in positivo della doppia sfida contro il Werder Brema. Finalmente la panchina è lunga e la rosa a disposizione consente di poter cambiare scherma anche a partita in corso. Anche se il goal beffa del Werder si è subito al secondo minuto di recupero ed eravamo con un piede e mezzo ai gironi di Champions a pochi giri d’orologio dal triplice fischio finale, la società ha compiuto uno sforzo enorme per trattenere i pezzi pregiati (politica che va controcorrente al resto del campionato italiano) ed è stata azzeccata la scelta di riportare alla base i talenti di proprietà, mi attendevo sinceramente qualche ritocco in più durante il mercato estivo. Niente di fenomenale o eccessivamente dispendioso intendiamoci, ma forse qualcosina di più si poteva fare, dato che il treno della Champions purtroppo passa raramente”.

Se fossi al posto di Mazzarri, chi temeresti di più tra le file blucerchiate e su chi punteresti per scardinare il fortino doriano, rimasto imbattuto da un anno e mezzo? “Sarebbe troppo scontato dire Pazzini, o Cassano, ma l’uomo che, per posizione tattica e qualità tecnica, può davvero fare la differenza in una zona del campo assai delicata può essere Guberti, autore di prestazioni d’altissimo livello contro Werder Brema e Lazio. Di Carlo è riuscito a farlo esprimere a grandi livelli collocandolo nella posizione di fantasista. Se fossi io a sedermi sulla panchina del Napoli, mi augurerei di ammirare Hamsik al top della forma: il centrocampista slovacco ha classe, dinamismo e duttilità tattica per far impazzire la retroguardia doriana, che potrebbe andare in difficoltà in assenza di punti di riferimento”.
 

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