Universo Samp
Neppure il tempo di crogiolarsi nelle piacevoli sensazioni per la bella vittoria che la nostra Samp ci ha regalato appena pochi giorni fa, e rieccoci nuovamente impegnati con l'Europa League. In queste ore i nostri ragazzi sono a Kharkiv, il nome dell'avversario è noto, abbiamo provveduto noi due anni fa a portarlo all'attenzione di chi non lo conosceva ancora bene, il Metalist, coriacea squadra ucraina.
La distanza renderà difficile la presenza fisica di molti di noi, ma tutti i nostri cuori batteranno all'unisono con la nostra Regina, nuovamente sotto i riflettori, sperando che scaturisca un risultato positivo dal freddo del campo ucraino, vista la temperatura nettamente diversa da quella regalataci dal sole genovese di queste ultime giornate.
Ricordi ancora vivi di quella partita di due anni fa, nel pieno degli alti e bassi dell'era di mazzariana memoria. Fu un'annata impegnativa, falcidiati da polemiche e infortuni. In campionato toccammo picchi in ribasso assai pericolosi, passammo il gironcino di Coppa Uefa, ma ricordo pure molto bene i soliti tuttologi che, in presenza della solita coperta corta, consigliavano di catalizzare l'attenzione sul campionato lasciando in secondo piano l'impegno europeo, che per troppi era diventato quasi un ulteriore fastidio in un momento di emergenza.
Uscimmo dalla competizione, ma personalmente non l'ho mai considerata un'annata da buttare, anche perchè, in generale, da buona genovese non butto via quasi mai niente, a torto o a ragione, figuriamoci quando si tratta della mia amata. Non vivemmo un campionato esaltante ma ci giocammo addirittura la storica finale di Coppa Italia, un'altra pagina di storia indimenticabile.
Sono passati due anni, e dalle sottovalutazioni spesso si impara, infatti ora la coperta è meno corta di allora, e anche se molti dei protagonisti sono gli stessi, ben diverso è lo stato d'animo e la voglia di giocarsela fino alla fine. Tutto è possibile, specie se la nostra Samp riuscirà a fare quello che nei momenti dubbi le riesce meglio, compattandosi e gettando il cuore oltre l'ostacolo, proprio come ha fatto domenica contro la Fiorentina.
In questa partita è racchiuso tutto l'universo Sampdoria, le sue caratteristiche e le sue potenzialità. Era stata definita la partita della svolta dopo la sosta, non solo per la possibilità di regalare maggior tranquillità alla classifica, ma soprattutto per scacciare i fantasmi circa cali di concentrazione e poca identità di gioco. Partendo dal fischio di inizio, sto ancora adesso cercando di contare i vari sbalzi di umore di cui ho patito, ho avuto il timore si trattasse di una partita stregata, e forse per autodifesa, ho iniziato a dare flebili segni di preveggenza positiva.
Dopo otto minuti in svantaggio e un arbitraggio assai irritante, però stranamente non ho perso il buonumore, l'orologio suggeriva che il tempo non mancava per trovare la giusta reazione. Infatti, nel secondo tempo, la Samp ha trovato la ricetta giusta, ha ingranato la marcia vincente e si è ripresa il suo gioco, mancava solo il goal, mentre il Pazzo veniva strapazzato rudemente e non trovava la sua occasione, tutto lo stadio lo invocava.
L'occasione, invece, aveva il volto di Reto, il biondo svizzero che ci tiene in apprensione da quest'estate, a causa di quel rinnovo su cui è sempre più difficile fare previsioni. Le parti si avvicinano e allontanano ad intermittenza, speriamo che, tra i tanti movimenti, ve ne sia uno decisivo affinchè si trovi una soluzione. Nuovamente una sensazione positiva, mentre lui e il Capitano si accordano per il tiro su quella punizione che Reto trasforma in un bolide imprendibile.
Neanche il tempo di urlare a squarciagola il suo nome e rendersi conto che la situazione si è raddrizzata, che siamo tutti nuovamente a schizzare con le mani verso il cielo, stavolta è Fantantonio a darci questa gioia, il suo è un goal da antologia. Noi saltiamo sugli spalti e lui distribuisce baci, e nonostante la dissuasione dei compagni si leva la maglietta in un gesto liberatorio. Alla fine si fa la conta delle ammonizioni, e ahimè, degli infortuni, ma la gioia è davvero grande.
Quante emozioni in pochi minuti, con la Samp è così, questo è il nostro universo blucerchiato, dove abbiamo scelto con orgoglio di vivere, e dove non sempre le stelle brillano intense, ma a volte lo fanno talmente tanto da accecare.


