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tmw / sampdoria / News Doria
Caro Antonio, per me rappresenterai sempre la voglia di bel calcioTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 1 novembre 2010, 16:45News Doria
di Corrado Camera
per Sampdorianews.net

Caro Antonio, per me rappresenterai sempre la voglia di bel calcio

Caro Antonio,

non ci siamo mai visti faccia a faccia né presentati, anche se svariate volte ci siamo trovati nello stesso posto. Non ci conosciamo e l’unico motivo per cui ti sto scrivendo è per raccontarti quello che sei e che rappresenti o hai rappresentato per me come tifoso di calcio e della Sampdoria.

La prima volta che ci siamo trovati nello stesso posto ero ancora alle superiori, era la sera di un’Inter-Roma che un mio ex compagno di classe mi aveva invitato a vedere con lui a San Siro. Invito che avevo accettato con gioia perché ero davvero curioso di veder giocare insieme dal vivo te, Totti e Montella, di cui avevo un gran ricordo da tifoso blucerchiato. Che goal che facesti, quello di punta dal limite dell’area, quella palla che avevi così vicina al piede che ancora oggi non so come diavolo hai fatto a calciare.

Sorrido sempre quando mi viene in mente. Come sorrido quando penso ai goal alla Juve e alla bandierina spezzata nel famoso 4 a 0, alle corna a Rosetti, alle risate con Collina, alle tue lacrime all’Europeo 2004 dove forse fosti davvero l’unico a crederci fino in fondo, all’imitazione di Capello al Real. Mi ha sempre colpito questo tuo modo di essere, forse perché così diverso dal mio, sempre piuttosto riflessivo, pacato, mai sopra le righe.

E poi è arrivata l’estate del 2007, le prime voci, indiscrezioni, dichiarazioni sibilline di Marotta; non mi perdevo un tg sportivo che fosse uno. Mi sembrava incredibile l’idea di poter vedere te, Antonio Cassano, con la maglia che io amo. Poi non si è più discusso del fatto se saresti arrivato o meno ma del numero di maglia che avresti scelto, era diventato vero! Tu avresti indossato la maglia blucerchiata!

La prima di campionato a Siena io c’ero e tu ancora no: la settimana successiva al Ferraris siamo stati nello stesso posto per la seconda volta. Solo vederti attraversare il campo, salutare la Sud in risposta ai cori e sedere in panchina è stata un’emozione. In quel momento, non eri solo Antonio Cassano, eri la voglia e la speranza di grande calcio mia e di tutti i tifosi della Sampdoria. È arrivato il primo goal contro l’Atalanta, un tuo costante miglioramento di forma e anche il grande calcio che noi tifosi volevamo.

Vederti giocare a pallone è un piacere, se avessi un cappuccio in testa riuscirei comunque a riconoscerti da come stoppi la palla, con il sedere un po’ in fuori ad appoggiarti sul difensore per poi staccarti subito prima che arrivi la palla, così si sbilancia o ti fa fallo. I passi rapidi con cui controlli il pallone nello stretto, la ricerca del passaggio goal al compagno anche quando forse dovresti tirare.

Sei cresciuto ed hai aiutato la Sampdoria a crescere, nonostante qualche giornata meno felice di altre. La partita con il Torino (pur reputando decisamente esagerata la tua reazione mi hai fatto sorridere pure lì), il post partita con il Bari, gennaio della scorsa stagione. Allora è rientrato tutto e sei rimasto, la tua voglia di Sampdoria ha prevalso. Io ora non so come siano andate realmente le cose martedì, mercoledì o giovedì che sia e quindi non voglio e non posso schierarmi. Non voglio nemmeno pregarti di restare, né tantomeno indicarti la porta.

Non so se la situazione sia sanabile o meno, penso che questo dipenda da quello che ora è il tuo rapporto con il Presidente, quello che spero è che il risultato di questa storia non comporti il male della Sampdoria. Se riterrai che non esistano più le condizioni giuste per continuare a vestire questa maglia è giusto che tu vada, ma se secondo te è possibile continuare a farlo perché questa sarebbe la scelta migliore per te e per la Sampdoria allora spero che tu possa continuare a giocare con il blucerchiato addosso.

Se si concludesse tutto in maniera così improvvisa e inaspettata sarebbe in un certo senso doloroso ma almeno da parte mia non ci sarà rancore, non un fischio, mai, e anzi sarò sempre contento di poter ricordare che uno dei più grandi talenti di questi anni ho avuto la possibilità di vederlo ogni domenica, per tre anni e mezzo, con la maglia più bella del mondo indosso.

Per me rappresenterai sempre la voglia di bel calcio, che poi per un tifoso credo sia il massimo. In attesa di scoprire quante volte ancora ci troveremo nello stesso posto,

Corrado
 

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