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Viscardi: "A me il grigio piacerebbe, ma quando è riferito al calcio mi infastidisce"TUTTOmercatoWEB
© foto di A.Mariani/TuttoVerbania.com
mercoledì 17 novembre 2010, 09:04News Doria
di Giuseppe Viscardi
per Sampdorianews.net

Viscardi: "A me il grigio piacerebbe, ma quando è riferito al calcio mi infastidisce"

Giuseppe Viscardi è Sampdoriano da sempre. Tanta radio: da diversi anni è nella redazione sportiva di Radio Nostalgia, dove conduce la trasmissione piemontese dedicata al Torino. Opinionista di Sampdorianews.net.

E’ un grigio lunedì di novembre. Il mese più grigio dell’anno. Il mio umore è grigio. La mia giornata si è svolta per lo più ad Alessandria, la città dei Grigi. A me il grigio piacerebbe anche, tra l’altro. Per l’abito maschile è il massimo: sobrio, discreto, raffinato, elegante. Ma quando è riferito al calcio mi infastidisce.

Non sopporto vedere periodi interi di partite grigie. Anche perché la mia squadra, quella con i colori più belli del mondo, è l’antitesi del grigio. Ha nel sangue la vivacità della sua pelle, e quando gioca non è mai banale, da che mondo è mondo e da che calcio è calcio. Persino nelle sconfitte. In altre più sfortunate contrade fa notizia – trombe, araldi e gran pavese - avere una squadra che gioca bene, segna e diverte. Da noi il contrario.

Per questo mi sento un po’ depresso. Non è il mio terreno, questo. Non è il terreno di chi segue la Sampdoria. Sto vedendo una squadra che si difende bene, non lascia praticamente mai tirare gli avversari, ma che dalla cintola in su è grigia, grigia, grigia… Sì, è un periodo così. Eppure, a me la squadra continua a piacere. Resto convinto che una rosa così - completa, qualitativa, esperta ma anche giovane - mancasse da una quindicina d’anni. Una salvezza tranquilla rappresenterebbe un fallimento, per un gruppo che vale tra i cinquanta e i sessanta punti.

Ma devo riconoscere che da tante, troppe settimane vedo giocatori vagare – ma anche no, spesso fermi - per il campo senza idee, un pressing che non esiste, un forcing finale (o iniziale) assente, quasi fosse una mancanza di fiducia, o un appagamento preventivo. Siamo l’unica squadra del torneo che non ha mai segnato nei primi 35 minuti: ci sarà un motivo?

La cosa assurda è che il mister a me continuerebbe a piacere. Ho ancora negli occhi – era il mio impegno professionale dell’epoca - il suo Mantova, quello che sfiorò la serie A e la perse più per derive del destino che per meriti dell’avversario o per demeriti propri: grintoso, veloce, tecnico, determinato, con gli occhi di tigre che tanto piacevano a Zio Vuja, il più grande di sempre ed il più grande di tutti. Perché questa Sampdoria dà sempre l’impressione di non segnare neppure in porte larghe quattordici metri ed alte quattro?

E così il grigio atmosferico, che ha connotato non casualmente quasi tutte queste ultime domeniche (con l’eccezione del match con la Fiorentina: c’era il sole, e si è visto), contamina il verde del prato il blucerchiato delle maglie e delle bandiere, i cori della tifoseria, le pose dell’ambiente doriano, i discorsi nei bar.

La primavera è la nostra stagione elettiva, e spesso si annuncia in anticipo, con i suoi colori. Sono impaziente. Tutto questo grigio inizia a stufarmi.

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