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ESCLUSIVA SN - Signori: "Lazio - Samp aperta a tutti i risultati. Nel '99 non tirai quel rigore per rispetto verso la Samp"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
venerdì 14 gennaio 2011, 14:35Esclusive
di Diego Anelli
per Sampdorianews.net

ESCLUSIVA SN - Signori: "Lazio - Samp aperta a tutti i risultati. Nel '99 non tirai quel rigore per rispetto verso la Samp"

273 goal in carriera, 3 volte capocannoniere in serie A tra il 1992 e il 1996, 2 volte capocannoniere in Coppa Italia, Nazionale azzurro, uno dei principali protagonisti del Foggia di Zeman, una bandiera della Lazio, uno dei migliori bomber nostrani degli ultimi decenni. Ci stiamo riferendo ovviamente a Beppe Signori, nella cui carriera ha indossato anche la casacca blucerchiata in una sfortunata parentesi risalente alla stagione 1997 – 1998. In vista della gara esterna della Sampdoria all’Olimpico contro la Lazio, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di contattarlo in esclusiva:

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DELL'ARTICOLO CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.SAMPDORIANEWS.NET  

Beppe, tempo fa avevi intrapreso a Terni la carriera di dirigente. In questo momento stai lavorando nel mondo del calcio? “Sto svolgendo il ruolo di opinionista televisivo per Mediaset Premium”.

Domenica la Sampdoria andrà a far visita alla Lazio. Che partita ti aspetti? “Mi attendo una gara aperta a tutti i risultati. La Sampdoria è una squadra pericolosa che può mettere la Lazio in difficoltà. I biancocelesti sono reduci da una sconfitta interna, hanno terminato il girone d’andata con il piede sbagliato, a livello mentale entreranno in campo con una gran voglia di far bene e di reagire”.

Purtroppo la tua esperienza alla Sampdoria nella stagione 1997 – 1998 durò molto meno di quanto ci si potesse aspettare. Che ricordi hai del periodo vissuto in blucerchiato? Cosa non andò per il verso giusto? “Non ero venuto nelle ottimali condizioni fisiche e mentali e l’ho pagato sulla mia pelle, non ero in grado di dare il massimo di me stesso. Resta dentro di me ancora oggi un po’ di rammarico, perché non ho sfruttato al meglio quella possibilità, ma era un periodo caratterizzato da troppi problemi fisici alla schiena, infatti sono stato poi operato. Mi dispiace non aver potuto dare quanto ci si aspettava, sia per la gente che per la società. Quando parlavo di condizioni mentali mi riferivo al fatto che dopo aver vissuto 7 anni in una società non era facile staccarsi da quella realtà, dove ero capitano ed ero considerato il giocatore più importante”.

Quali furono le ragioni che ti portarono ad abbandonare la Lazio? “Non andavo d’accordo con il nuovo allenatore, Eriksson, che era appena arrivato”.

Una volta ristabilito dall’operazione alla schiena, la tua carriera ha preso un cammino lontano da Genova. “Fu una scelta di entrambe le parti. Parlai con Spalletti, il quale in qualche modo cercò di trattenermi, ho aspettato, infatti rimasi senza squadra, la Samp aveva giustamente dubbi e perplessità per via dell’operazione, ho atteso e ho accettato la prima chiamata che fu del Bologna, che rappresentò una sfida sia per il sottoscritto, che per la società. Avevo manifestato la mia disponibilità a restare a Genova, ma per la società forse rappresentavo un investimento a rischio dopo i miei problemi fisici, ma l’oltre centinaio di goal realizzati in serie A erano dalla mia parte”.

Dopo la partenza da Genova, la tua strada si incrociò con quella della Sampdoria in quel maggio 1999: i blucerchiati pareggiarono 2-2 a Bologna per un goal realizzato al 90° da Ingesson e quel pareggiò significò serie B. “Tanti se la sono presa, ma quel pareggio fa parte dello sport. Il Bologna rappresentava un po’ la bestia nera della Samp dopo l’eliminazione in Intertoto e in Coppa Italia, il Bologna fu incolpato di aver fatto retrocedere la Samp, la quale però in precedenza aveva avuto tante occasioni per rimettersi in corsa. Quel rigore ha rappresentato una sorta di condanna, ma in pochi hanno focalizzato l’attenzione sul fatto che non ho tirato io quel rigore, non lo tirai per rispetto verso la Sampdoria”.

La settimana scorsa la rosa allenata da mister Di Carlo è stata rinforzata dall’arrivo di Federico Macheda, un prodotto del vivaio laziale. Come giudichi l’operazione messa a segno dalla dirigenza blucerchiata? “Un investimento importante, è un giocatore giovane ma di qualità, non ci si può aspettare subito grandi cose, deve avere prima la continuità necessaria per integrarsi al meglio”.

Per caratteristiche tecniche e fisiche chi potrebbe rappresentare attualmente il “Signori del 2011”? “Di Natale, mi assomiglia molto, per scatto, dribbling, tiro preciso, anche se lui è destro”.

Domenica all’Olimpico sarà anche la sfida tra Floccari e Pazzini. “Floccari non sta attraversando un buon periodo, Pazzini deve ritrovare la continuità delle precedenti gare, ma, anche quando era a Firenze, ho sempre dichiarato che avesse grosse qualità, è il giocatore ideale per giocare al mio fianco per caratteristiche, capacità ad aprire gli spazi e fare la differenza sul gioco aereo. In area c’è sempre, si butta sempre, è uno coraggioso, oltre che un grande attaccante tecnicamente parlando”.

Un saluto ai tifosi blucerchiati e ai sempre più numerosi lettori di Sampdorianews.net “Un saluto caloroso, ripeto, ho sbagliato il momento per venire alla Sampdoria, mi è dispiaciuto davvero”.
 

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