Fino alla fine
Lo sventolio delle bandiere blucerchiate ha da sempre un effetto benefico su qualsiasi ferita. Non c'è mai stata sconfitta che le abbia fatte abbassare, chi ha avuto la fortuna di nascere e crescere con la Sampdoria sa che fin quando quelle bandiere sventoleranno e i tifosi canteranno, tutto può essere possibile, ed anche in caso di esito altamente negativo, sapremo tirarcene fuori e reagire.
Il tifoso sa, ha colto il dramma ormai da molto tempo, e non ha mai smesso di crederci e sostenere la squadra. Anche se, magari per problemi di lavoro sabato non è riuscito ad andare a Novi Ligure per vedere la squadra in ritiro, ha cercato, per quanto possibile, di recarsi a comprare un biglietto per il derby dell'indomani, ben sapendo che la vendita dei tagliandi, per motivi di sicurezza, sarebbe terminata alle ore 19 della sera prima. Forse ha sbagliato perché ha rinunciato o ci ha pensato troppo a lungo, troppa l'ansia e devastante la certezza che tre quarti di stadio fasciato in carta bicolore luccicante potesse inneggiare qualche coro di invito ad accomodarsi nella serie minore. Quale occasione imperdibile riuscire a godere per l'ennesima volta solo delle sconfitte altrui, la storia si ripete sempre in questo senso.
Vincendo tutte queste brutte sensazioni e lasciandosi guidare verso lo stadio solo dall'amore cieco verso i propri colori, il tifoso domenica sera ha potuto assistere ad uno dei più belli, ma allo stesso tempo, crudeli momenti di quest'annata negativa, belli perchè nonostante l'inferiorità numerica la gradinata sud ha fornito uno spettacolo fantastico, una coreografia da brividi, di quelle che lasciano senza fiato, ma crudeli perchè questa era una partita che, per quanto visto in campo, non meritavamo di perdere e sicuramente non in quel modo.
Certo che, se esiste grottescamente un diabolico regista in questa annata sciagurata, si è fissato nel calcare la mano nei minuti finali, anche questa volta subire il goal a tempo abbondantemente scaduto, dopo che il pareggio sembrava un risultato inutile, ma più plausibile è stata l'ennesima goccia finale, in quanto a crudeltà. Ci sarà comunque un motivo per cui ad ogni nostra distrazione nei minuti finali si venga sempre penalizzati, è iniziato contro il Werder , ma ha segnato anche molte altre prestazioni. Rappresentano un bottino pesante i punti lasciati per strada a causa di tali disattenzioni, punti che adesso purtroppo gridano vendetta e servirebbero come il pane, mentre 180° minuti ci separano dalla fine di questo assurdo campionato.
Anche se la matematica non ci ha ancora finito, pur volendoci sempre aggrappare a qualsiasi segno o speranza, la situazione adesso si è ulteriormente aggravata, la lucina accesa di speranza diventa sempre più tremolante. La prossima e ultima partita casalinga sarà domenica pomeriggio contro il Palermo, mentre la Samp si accinge nuovamente alla preparazione nell'impianto sportivo di Novi Ligure. Ormai solo nei nostri cuori si azzardano pronostici, speranze che quei due o tre tasselli intorno a noi si sistemino nei punti giusti, ma anche in campo noi dovremo fare la nostra parte, ed il difficile per quanto visto fino ad ora sta proprio qui.
Onore, comunque, a chi nonostante tutto non ha mai smesso di crederci e pur con le lacrime agli occhi è uscito dallo stadio di Marassi accettando la sconfitta bruciante dell'ultimo secondo senza lasciarsi andare a nessun tipo di reazione diversa da un composto dolore. Onore a chi c'è sempre stato e ci sarà sempre, a piedi come in scooter, a colorare la città di blucerchiato , anche se il magone è tuttora presente ma l'orgoglio e l'amore per le nostre maglie è ancora più forte.
Se cadremo sapremo rialzarci. Forza Sampdoria.


