Conseguenze e conseguenze
Una decina d'anni fa pensavo, non senza aver versato qualche lacrimuccia, che l'anno successivo avremmo dominato il campionato. In serie B certo, ma dopo tante sofferenze una grande annata era proprio necessaria e ce la meritavamo tutta, una specie di vacanza da cui ripartire rigenerati e pieni di rinnovata fiducia. Poi è andata com'è andata, la stagione trionfale, nemmeno troppo per la verità, arrivò solo dopo tre anni un “filino” deludenti.
Quest'anno ho pensato esattamente la stessa cosa, poi, vuoi per scaramanzia, vuoi per gli anni di calcio in più sulle spalle, ci ho ripensato subito. L'anno prossimo infatti, sarà un maledetto incubo. Ricominciare ancora da capo, in equilibrio fra giovani mai maturati, promesse vendute troppo presto, giocatori esperti che tanto esperti non sono, motivazioni, grinta, campi di patate, gente che cammina in campo, soggetti che picchiano come fabbri, squadre rivelazione...
In mezzo, noi, gli strafavoriti. Sì, un maledetto incubo. In casa magari incuteremo un po' di timore reverenziale, quantomeno qualcosina in più rispetto alla scorsa stagione, ma altrove sarà sempre durissima, con giovani e meno giovani pronti a farci sfigurare per potersi vantare di aver battuto la Samp, “quella volta nel 2012”. Mi sembra già di vederli esultare, maledetti giocatori sconosciuti.
Eppure la nostra dimensione era quella, un tempo. Forse sarebbe il caso di tornare al passato, quando battere una grande, o vincere una partita da sfavoriti diventava una festa lunga sette giorni. Certo, partire con quello spirito sarebbe già un bell'inizio.
Chi lo sa, magari i sopravvissuti alla rivoluzione estiva saranno pronti a tutto e lo dimostreranno, stavolta con i fatti e non con stonate sviolinate ad ambiente e tifosi. Chi lo sa, forse riusciranno davvero a riscattare le loro sciagurate prestazioni passate. È ancora presto per fare questi discorsi ma, cosa volete, il mercato per ora non decolla.
Per quanto mi riguarda comunque, la conseguenza principale relativa al cambio di categoria è una sola: il dover aspettare una mai troppo puntuale patch per poter usare il Doria nel prossimo PES. Maledizione, un maledetto incubo.


