Sempre con te.. Doria
Sembrava che questo momento non arrivasse mai, che questa lenta agonia non conoscesse fine, ed invece con l'ultima domenica si è chiuso ufficialmente il campionato, uno dei più disastrosi e drammatici che ci si possa recentemente ricordare.
Ultima giornata ed anche ultima sconfitta all'Olimpico contro la Roma, per una Sampdoria che, pur mostrando nuovamente tutti i limiti che ne hanno caratterizzato la stagione, ha nuovamente giocato con un piglio migliore rispetto ad altre competizioni, dove probabilmente un simile atteggiamento sarebbe stato doveroso e determinante.
Decisa la nostra retrocessione già dalla scorsa settimana, domenica è stata la giornata dei verdetti su tutti i campi, già assegnato lo scudetto al Milan, si è vista l'Udinese raggiungere la qualificazione ai preliminari di Champions League, ed i loro festeggiamenti in tv mi hanno stretto il cuore al pensiero della nostra stessa festa solo un anno fa. Si è festeggiato anche in assenza di proprie vittorie, poco lontano da qui, solamente per il solito gusto un po' scontato di provare gioia nelle tristezze altrui; erano attendibili gli sfottò ma abbiamo assistito ad una "due giorni" di feste stile 4 luglio americano, cui i media hanno dato fin troppo risalto, cercando e trovando i veri motivi di così tanto giubilo, e non c'è da esserne troppo orgogliosi.
Se è vero che la ruota gira, come dicono i saggi, anche questo sarà un argomento di cui riparlare e ragionare, e c'è solo da augurarsi che inizi a girare lentamente nel verso giusto, tristezza e rabbia dovranno poi lasciare il posto a sentimenti più positivi, dopo la pioggia è atteso il sole. Polemica a parte, adesso tutta l'attenzione è concentrata sul dopo, sul day after di questa brutta retrocessione, figlia di scelte sbagliate, sottovalutazioni e poco attaccamento ai colori blucerchiati.
Se già nell'anno passato si viveva alla stregua di un supermercato, con notizie ed illazioni continue di vendite dei tasselli importanti, già da molto tempo i tam tam mediatici che ci riguardano sono innumerevoli. Smantellamenti e saldi, ora sarebbero comprensibili, visto l'approdo ad una serie inferiore, con diritti televisivi quasi azzerati e la necessità di far quadrare i conti nel monte ingaggi. Ora la curiosità, e la ragionevole preoccupazione si misurano su quanto vedremo nell'immediato futuro, se realmente le scelte che verranno operate andranno nella direzione della rifondazione e del miglioramento.
Già a luglio si è visto che a volte cercare a tutti i costi il risparmio non è un politica vincente, la scelta di figure tecniche guardando solo attraverso il soldo nasconde insidie, e diventa grottesco se poi il conto da pagare è così salato, ed io mi domando ancora come si sia potuto sottovalutare questi aspetti. Per questi motivi, disincantati come siamo dalle parole, ora siamo così attenti al futuro che lentamente darà i suoi segnali nel delinearsi, lo si vedrà da poche scelte iniziali, quali la scelta di un Mister bravo e di prospettiva, di un progetto, di un ds che si occupi esclusivamente di calcio, e rubando le parole di Edoardo Garrone, anche un po' di pulizia forse non guasterà.
Presto sapremo chi arriverà e chi resterà, chi vorrà sposare un progetto e chi non lo sentirà, per mille motivi personali o professionali. Il fondo l'abbiamo toccato, ora tocca a noi, tutti insieme, risalire e tornare a riprenderci quello che ci compete, la serie A, e noi tifosi che la Samp l'amiamo davvero e l'abbiamo dimostrato con i fatti, non solo con le parole, saremo li, ovunque lei andrà, affinché succeda nel minor tempo possibile.
Sampdoria, chi ti ama davvero è sempre con te..


