Undici metri di felicità
Era proprio quello che ci voleva. Una boccata di ossigeno che spalanca le porte della semifinale di Coppa Italia. Una partita, l'ennesima, che sembrava stregata. Pazzini, in gol a metà secondo tempo, illude la Samp di poter chiudere la pratica entro i 90' regolamentari. Macchè! Il Doria deve sudarsi tutto quest'anno e allora, Di Natale riporta in corsa i bianconeri trasformando un rigore dubbio concesso da Pierpaoli. L' Udinese spinge e i blucerchiati soffrono. All'ultimo minuto altro penalty per i friulani, più netto rispetto a quello precedente, ma come prima, si presenta il folletto campano dal dischetto. La rincorsa, il destro, il palo.
E il cuore a tinte blu, bianche, rosse e nere che rischia di fermarsi. Fischio finale, altri 30 minuti di extra time per decidere chi andrà a giocarsela con la vincente di Roma-Inter. Regna la stanchezza e quindi, si va alla lotteria dei rigori. Mirante sale in cattedra, parando su D'Agostino e Pepe. Al resto ci pensano, in questo ordine, ancora Pazzini, poi il capitano, Palombo, Sammarco e Gastaldello. Undici metri di felicità. Ci voleva. Quanto ci voleva.


