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Como, Ludi su Kean: "Non c'è mai stata trattativa. Dobbiamo tutelare l'investimento fatto per Morata"

Como, Ludi su Kean: "Non c'è mai stata trattativa. Dobbiamo tutelare l'investimento fatto per Morata" TUTTOmercatoWEB
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Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
Oggi alle 15:37Serie A

Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, ha parlato a Radio Rai di vari argomenti, a partire da chi parla di obiettivo Scudetto nei prossimi anni per il club lariano: "Per noi, come la Champions di quest’anno, sarebbe un sogno quasi impronunciabile ed è inutile pensarci. Lavoriamo per migliorare. Sappiamo che confermarci non sarà facile, anzi. Però abbiamo anche la volontà e soprattutto l'equilibrio gestionale per poterci provare".

Come vi state muovendo sul mercato?
"Abbiamo sempre lo stesso approccio. Cesc ci guida rispetto a giocatori che possono essere allineati al suo metodo, al suo stile di gioco. È normale che in virtù anche delle liste delle liste UEFA, qualora fossero italiani, sarebbe meglio. Però non vogliamo cambiare l'identità tecnica della nostra squadra a fronte di un italiano in più. Abbiamo approcciato diversi giocatori sul contesto nazionale, abbiamo portato a casa un talento che per noi è proprio il simbolo di quello che vogliamo fare, che è Liberali, e speriamo e pensiamo che possa essere il primo di tanti".

Kean è un vostro obiettivo?
"Su Moise Kean dico che il Como ha fatto un investimento importante su Alvaro Morata la stagione scorsa, un investimento che è giusto tutelare per un ragazzo e campione straordinario. È normale che tutto quello che si è letto su Moise è in virtù del fatto che è un attaccante straordinario, probabilmente uno dei talenti migliori degli ultimi anni nel nostro panorama calcistico. Però non c'è mai stata una trattativa reale, se non un grande apprezzamento da parte nostra rispetto alle potenzialità del giocatore".

Il resto del mercato?
"A oggi, secondo me, Milan e Juve sono quelle che stanno lavorando forte. La Roma ha approcciato il mercato per mettere Gasperini nella condizione di essere competitivo su tutti i fronti. E poi sono molto curioso di gustarmi la transizione tecnica e metodologica dell'Atalanta, perché l'Atalanta ormai è una grande squadra nel panorama calcistico italiano".

Il futuro del calcio italiano?
"Sono sicuro che tornerà a grandissimi livelli. È una fase di transizione. Come si torna grandi? Senza l’ansia di dover fare qualcosa a tutti i costi. Con impegno quotidiano, idee, strategie, con piani magari a cinque o sei anni. Magari con un calcio propositivo, un calcio dinamico, un calcio di grande riaggressione senza la palla, un calcio che vediamo insomma tutti i weekend di Champions League",

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