Chiesa: "La Champions League toglierà forze fisiche e mentali alla Roma"
La sua rapidità, la sua potenza nelle conclusioni a rete, la capacità di calciare in porta sia di destro che di sinistro e l'estrema bravura nei calci di punizione. Grazie a queste doti Enrico Chiesa, nato nel 1970 nel comune di Mignanego nell’entroterra genovese, è stato uno degli attaccanti più amati dal pubblico blucerchiato. 54 presenze e 23 reti tra 1988-89, 1992-93, e 1995-96 lo hanno portato alla ribalta del calcio italiano e consacrato come uno degli attaccanti più forte della massima serie. Enrico Chiesa ha anche disputato tra il 1996 e 2001, 17 gare e 7 reti con la maglia della nazionale italiana. Attualmente milita con ottimi risultati nella campionato di Seconda Divisione (la ex serie C2) con il Figline.
All’andata la Sampdoria rimediò un sconfitta disputando una gara decisamente insufficiente: al Ferraris i blucerchiati potrebbero riscattarsi?
"Direi di sì, eccetto la sfortunata gara di Bologna la formazione di Mazzarri ultimamente ha disputato ottime gare, soprattutto in casa: Milan in campionato ed Inter in Coppa Italia sono state le ultime vittime dello strapotere dei blucerchiati. L’innesto di Pazzini in attacco ha dato subito i suoi frutti, gol e giocate da applausi hanno fatto diventare l’ex centroavanti della Fiorentina subito un idolo della Gradinata Sud. Lui e Cassano formano una delle coppie d’attacco meglio assortite della massima serie".
L’impegno infrasettimanale della Roma in Champions League contro l’Arsenal potrebbe togliere energie alla formazione di Spalletti? Che gara si aspetta quindi?
"I giallorossi sicuramente daranno il massimo per accedere ai quarti di finale e ribaltare l’1-0 dell’andata: la Roma spenderà molte energie sia fisiche che mentali, la dirigenza romanista vuole arrivare fino in fondo alla competizione europea per salvare la stagione, visto che ormai i punti che la separano dall’Inter sono davvero tanti. Tutto dipenderà dalla gara di Champions League. La Roma è una grande squadra, dopo un avvio molto difficile si è ripresa ed è in piena lotta insieme a Fiorentina e Genoa per il quarto posto, valevole per i preliminari di Champions. Gli uomini di Spalletti verranno sicuramente a Genova per tornare alla vittoria, non sarà quindi un match facile".
La Roma si presenterà al Ferraris senza gli infortunati Perrotta e Cicinho, gli squalificati Mexes e De Rossi e le non perfette condizioni fisiche di Pizarro, Totti e Vucinic: potrebbe essere un vantaggio per la Sampdoria?
"Si tratta senza ombra di dubbio di giocatori titolari, quindi importanti per il modulo di gioco di Spalletti: potrebbe essere un vantaggio, ma si tratta sempre di una partita difficile. Ripeto, l’unico vantaggio che potrebbero avere i blucerchiati è che la Roma si giocherà una buona fetta della sua stagione contro l’Arsenal, tante energie verranno quindi spese per questa gara".
Alla luce della splendida vittoria sull’Inter in semifinale di Coppa Italia, la Sampdoria può davvero sognare in grande?
"Intanto prima di pensare alla finale Cassano e compagni dovranno disputare la gara di ritorno contro i neroazzurri: certo tre gol di vantaggio sono davvero tanti, ma le insidie nel calcio sono sempre dietro l’angolo, non bisogna mai abbassare la guardia. Nella mia carriera ho viste un sacco di partite andare contro ogni possibile pronostico. Comunque sia la finale sarebbe un grandissimo risultato per la Sampdoria e io ne sarei felicissimo, se lo merita davvero dopo i diversi torti arbitrali subiti e tutti gli infortuni che hanno colpito buona parte della rosa praticamente sin dall’inizio della stagione. Il 2-1 rifilato dalla Lazio alla Juventus lascia ancora aperto ad ogni pronostico il match di ritorno tra queste due formazioni: sia i biancoazzurri che la vecchia signora sono due squadre molto ostiche da affrontare. In caso del passaggio al turno successivo degli uomini di Delio Rossi la Sampdoria potrebbe patire il fattore campo: la finale si disputa a Roma ed è facile immaginare che due terzi dello stadio siano gremiti dal pubblico locale. A mio giudizio Cassano e compagni devono pensare a una gara alla volta e scavalcare ancora qualche formazione in classifica: in questo campionato si è potuto vedere che due vittorie ti portano in alto e altrettante sconfitte trascinano verso il basso".
In futuro sogna un possibile ritorno alla Sampdoria, magari come mister o dirigente?
"Attualmente penso a portare in Prima Divisione la squadra in cui gioco, ovvero il Figline: siamo in testa alla classifica, abbiamo nove punti di vantaggio dal Prato e dal Viareggio che sono secondi, il salto di categoria sarebbe un grandissimo risultato per questa società. Ho ancora un anno di contratto con la squadra, mi diverto e mi trovo veramente bene, successivamente mi concentrerò sul mio futuro, anche se sto studiando per prendere il patentino di terza categoria. La Sampdoria comunque sia mi ha dato tanto e sarò sempre grato a questa società".


