ESCLUSIVA SN - Nesti: "Senza una crescita perentoria, nel rendimento casalingo, non si esce dalla crisi"
Tra campo e mercato la Sampdoria è reduce da una settimana molto importante. Sul mercato abbiamo assistito alla tanto attesa rivoluzione, a Grosseto la squadra ha ottenuto la seconda vittoria esterna della gestione Iachini. Per commentare il mercato di riparazione in casa doriana e l'andamento della squadra in campionato, Sampdorianews.net ha avuto l'onore di contattare il noto giornalista Rai, Carlo Nesti:
La vittoria di Grosseto può rappresentare davvero la gara della svolta per avvicinarsi alla zona play-off, oppure a tuo parere senza una continuità di successi casalinghi, si rischia di commentare lampi nel buio, come accaduto con l’exploit di Padova? “Due vittorie in casa, su 12 partite interne, sono veramente inconcepibili, e continuano la triste tradizione della scorsa stagione. Senza una crescita perentoria, nel rendimento casalingo, non si esce dalla crisi. Quello stadio, ideale per "spaventare" gli avversari, deve tornare ad essere decisivo”.
Come giudichi il mercato di “riparazione” condotto dalla Sampdoria? Sono stati finalmente collocati sul mercato giocatori incapaci di lasciare tracce positive nella Sampdoria, in entrata molti arrivi dall’estero tutti da scoprire. Sulla carta la società ha colmato le lacune emerse nel girone d’andata, l’organico si è rafforzato, ha perso qualcosa durante questa rivoluzione, oppure in sostanza poco, o nulla è cambiato? “Credo che il mercato di gennaio abbia tenuto conto della necessità di mandare in campo una squadra "adatta alla Serie B", e non una squadra di Serie A "adattata alla Serie B". Risolto l'equivoco di partenza, con oltre E. 20 milioni investiti da Garrone fra la scorsa estate e oggi, si può decollare verso qualsiasi traguardo”.
La tua analisi sulla cessione di Palombo: al di là delle dichiarazioni spesso contrastanti che abbiamo sentito nell’ultimo mese, sei d’accordo con il momento e i termini di questa operazione? Poteva essere gestita meglio tutta la vicenda? Avresti optato per un mercato differente finalizzato alla ricerca di un regista e alla permanenza di Palombo, oppure era la scelta migliore da compiere? “Con il "senno di poi", è chiaro che la partenza di Palombo sarebbe stata capitalizzata meglio subito dopo la retrocessione. Ora si tratta di vedere come Obiang si calerà dei panni di uomo-guida, spalleggiato da Munari e Renan. Sarebbe molto importante recuperare Foggia, a sostegno di Pozzi ed Eder”.


