Foggia: "Da oggi tutto dipende da noi, sappiamo quanto sia difficile ma ci dobbiamo credere"
È iniziata oggi la decima edizione di “Impariamo allo Stadio”, l’iniziativa organizzata dalla Sampdoria per insegnare i valori fondamentali del calcio, dell’educazione e del fair play ai bambini delle scuole elementari genovesi. Stamattina a fare da ospite d’onore c’era Pasquale Foggia che ha incontrato i bambini e si è messo a disposizione di domande, richiesta di autografi e foto. Al termine dell’incontro il fantasista blucerchiato ha incontrato i giornalisti, parlando dell’iniziativa e della situazione in casa Samp,dopo la bella vittoria di Modena e la conquista del sesto posto: “A me i bambini piacciono, ho un bimbo di nove e ne aspetto un altro. Credo sia un’iniziativa importante ed è giusto farlo, perche i bambini sono la parte essenziale della vita di tutti noi e dello sport in assoluto”. “Quello di stamattina è un pubblico diverso da quello della domenica, durante le partite i tifosi ci danno delle emozioni forti come hanno sempre fatto quest’anno, anche quando meritavamo qualche fischio in più ci hanno sempre sostenuto e questa è una cosa strana che in Italia succede raramente”.
Foggia ha parlato anche delle quattro partite che mancano alla fine della regular season: “Rispetto alle altre abbiamo il campionato più difficile. Dobbiamo giocare contro squadre importanti che lottano ancora per un obiettivo. Da oggi in poi tutto dipende da noi, tutto è nelle nostre mani. Sappiamo quanto sia difficile ma ci dobbiamo credere perché abbiamo tutto per raggiungere quello che vogliamo, credo sia doveroso per i tifosi e per la società e anche per l’orgoglio di tutti noi”.
“La staffetta tra me Juan Antonio? Credo che questa cosa racchiuda la forza di questa squadra, dove non conta il singolo ma pensa al gruppo. Con Juan non c’è nessuna competizione, facciamo tutti parte della Samp e tutti dobbiamo dare il massimo per questa maglia, poi le scelte spettano al mister. A me interessa solo vincere poi se gioco novanta minuti o trenta per me cambia poco”.
“Non dobbiamo sederci, perché abbiamo solo un punto di vantaggio e non dieci. Dietro di noi ci sono squadre come il Padova che erano partite all’inizio dell’anno come noi, con altre ambizioni, rilassarci ora dopo una cavalcata da gennaio in poi credo sia davvero da stupidi”.


