Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
Sognando sottovoceTUTTOmercatoWEB
giovedì 9 aprile 2009, 13:35News Doria
di Roberto Sinibaldi
per Sampdorianews.net

Sognando sottovoce

Ci siamo, finalmente possiamo dirlo, sottovoce ma possiamo dirlo. Siamo ad un passo dal giocarci una finale dopo tanti, troppi anni. Esatto, dopo un 3-0 come quello dell’andata sui campioni d’Italia dell’Inter si può legittimamente aspirare a giocarsela la finale di Roma, quale potrà essere poi l’avversario poco importa. Juve o Lazio che sia. Già, quella di inizio marzo contro la Beneamata a Marassi è stata una di quelle partite che ti fanno amare questa maglia e quei colori, indipendentemente da tutto.


La partita perfetta nel primo tempo, conclusa da un secondo tempo di sofferenza condito dall’espulsione di Gastaldello che ha lasciato in 10 contro 11 i nostri ragazzi. Quel pizzico di sofferenza che non può mancare per definirla storica, memorabile. A tratti mi è sembrato di assistere al Doria più bello da molti anni a questa parte, per capirci, mi ricordava quella squadra che io purtroppo ho visto solo in videocassetta o in filmati ormai ventennali, quella che poteva mettere sotto qualsiasi avversario. Certo, l’Inter di Mourinho non era la migliore possibile ma io mi riferisco non tanto alla qualità dell’avversario quanto allo spirito di squadra messo in campo dagli undici di Mazzarri, a quella sicurezza che ti porta a giocartela alla pari con chiunque, alla faccia del pronostico; quello che ogni tifoso vorrebbe vedere in ogni partita.


Tre gol in un tempo ai nerazzurri che, dal ritorno in serie A del 2003 non si era mai riusciti a battere, onestamente nessuno se li sarebbe mai aspettati; tantomeno nel contesto di una stagione finora abbastanza anonima come questa. Cassano fulmina Toldo sull’errore di Rivas, poi Pazzini da bomber di razza arrotonda il punteggio bucando di nuovo per due volte la porta nerazzurra. Tutto nel giro di quaranta minuti e tutto condito da giocate spettacolari. Lo Special One in panchina sembra rassegnato e quasi impotente di fronte a tanta superiorità. Roba che lascia senza fiato, senza parole.
“Sogno o son desto?!” . Questa era l’unica domanda che riuscivo a farmi. Ma forse è anche tale imprevedibilità che rende unica questa squadra, questa alternanza di gioie improvvise e inaspettate a delusioni e sofferenze che forse solo Lei sa regalare.

Sorretta incessantemente dal popolo blucerchiato che si compatta nelle difficoltà e si entusiasma alla prima soddisfazione. In poche altre realtà si può evidenziare un legame cosi stretto e quasi simbiotico tra squadra e tifoseria, che sia quella della gradinata o quella sparsa per l’Italia.  Rivedevo davvero in Cassano e Pazzini le movenze e la classe dei gemelli d’oro. Ma non solo; impossibile dimenticare le parate di Castellazzi e la prova di altissimo livello di tutti gli altri. Una partita, dicevo, come non se ne vedono spesso ultimamente. Ma la storia di questa società, quella vera e propria, non si aggiorna solamente con una vittoria, per quanto esaltante possa essere; bisogna arrivare fino in fondo passando per il ritorno a Milano continuando a lottare a difesa di quell’importantissimo vantaggio che può consentire di staccare il biglietto per l’autostrada che porta a Roma.


La dote è rassicurante, ma di fronte ci sarà pur sempre un’Inter nel frattempo ferita dal Manchester e di sicuro più arrabbiata. La stessa Inter che, ricordiamolo, alla Samp di brutti scherzi ne ha già riservati più di uno tra rimonte impossibili e corse Champions. L’occasione è ottima per prendersi una sana rivincita, dimostrando di essere maturati; giocandosela di nuovo “con il coltello tra i denti”. A Roma ci sarà anche la finale di Champions pochi giorni dopo, ma quella, nel calcio moderno dominato dal business e dai soldi, rimarrà un sogno per una società come la Samp. Quella è roba per grandi, per colossi. Detto questo quindi, nella condizione attuale del Doria non possiamo snobbare nessuna competizione. Vincere aiuta a vincere, e allora bisogna ricominciare a farlo; in attesa magari di poter pensare più in grande.
 

Altre notizie