Avanti Sampdoria!
"Carpe diem" scriveva il poeta latino Orazio. Ovvero cogli l'attimo, goditi il presente. Questo più o meno è il concetto che ho espresso a chi, fra gli amici doriani che ho sentito sabato sera, già proiettava il pensiero alla prossima stagione: è ancora presto per pensare al futuro, godiamoci la promozione senza pensare ancora a domani.
Certo, c'era chi credeva che tutto questo fosse dovuto, che fosse il minimo risarcimento, che già si dovesse pensare a ritornare dove ci compete. Io non ne ero molto convinto perché credevo e credo tuttora che il rango occorra conquistarselo sul campo, con i risultati e il bel gioco, anche dentro stadi mezzi vuoti, in sconosciute città di provincia.
D'altra parte non abbiamo dominato il campionato dall'inizio alla fine, come avremmo voluto, e a gennaio la società è dovuta intervenire sul mercato con importanti investimenti e clamorose esclusioni per bonificare un ambiente che sembrava ormai incancrenito. In alcuni momenti lo sconforto era tale da temere una seconda retrocessione nel perfetto giro di due anni in categorie che la nostra amata Sampdoria non ha mai nemmeno calcato.
Ma fortunatamente il buon lavoro della dirigenza ha dato i suoi frutti e il vento ha iniziato a cambiare. La rincorsa è stata lunga, difficile, estenuante. Un sabato sembrava possibile, un altro meno. Alla fine è arrivata, alla buonora. La squadra se l'ha conquistata con la fatica, il duro lavoro, in silenzio perché, si sa, dopo quello a cui avevano assistito i tifosi della Samp nel recente passato, le chiacchiere stavano a zero. Occorrevano i fatti. E anche questi, finalmente, sono arrivati.
Un playoff giocato da ultima arrivata, da quarto incomodo, ma che forse spaventava più di tutti. Certo la squadra non è sempre stata brillante, come a tratti nemmeno durante la rincorsa, ma ha saputo soffrire, lottare e gettare il cuore oltre l'ostacolo quando le gambe non seguivano più la testa e stare dietro ad un avversario molto più in forma diventava davvero arduo. Così è arrivata la promozione, sudatissima, agognata, in certi momenti lontanissima, ma forse per questo ancor più meritata.
Eh sì, adesso che è passato qualche giorno, adesso che è passata la sbornia della promozione si può anche iniziare a pensare al futuro. Con calma, però, con fiducia e tranquillità, senza i patemi d'animo, i dubbi e la rabbia della scorsa estate. Anche perché nell'ultimo anno siamo cresciuti molto e tutti abbiamo imparato un sacco di cose: la dirigenza che non si possono fare scelte sciagurate senza poi assumersene la responsabilità, noi tifosi che non dobbiamo abbandonarci a fantascientifiche tesi del complotto. Gli errori sono stati fatti e si sono pagati, eccome, resteranno le cicatrici. Ma adesso guardiamo avanti, insieme, per il bene della nostra squadra. Forza Sampdoria!


