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ESCLUSIVA SN - Podestà: "Iachini? Ritengo che la società abbia nei suoi confronti un grande debito di riconoscenza per quello che è riuscito a fare in questi sei mesi"TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
sabato 16 giugno 2012, 11:15Esclusive
di Diego Anelli
per Sampdorianews.net

ESCLUSIVA SN - Podestà: "Iachini? Ritengo che la società abbia nei suoi confronti un grande debito di riconoscenza per quello che è riuscito a fare in questi sei mesi"

Per analizzare al meglio l'annata che ha coinciso con la promozione della Sampdoria nella massima serie e le strategie blucerchiate in ottica mercato, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Luca Podestà, opinionista di Telenord e Direttore Responsabile per "Il Pubblicista":

Le tue sensazioni a caldo sull’incredibile rimonta che ha portato la Sampdoria a conquistare l’ultimo posto disponibile per la serie A. “Credo di non dire una bestemmia se parlo di una sorta di "miracolo" sportivo. Neanche il più inguaribile degli ottimisti avrebbe osato a dicembre pronosticare una seconda parte di stagione tanto esaltante. La Samp è stata la prima squadra da quando sono stati introdotti i playoff a sfatare la tradizione che fino ad oggi aveva sempre visto trionfare la terza classificata, vincendo gli spareggi addirittura da sesta. E lo ha fatto con pieno merito dal momento che ha vinto ben tre delle quattro partite previste. Una sensazione davvero bellissima, i cui meriti vanno divisi equamente tra la squadra,l' allenatore (probabilmente l'artefice principe di questa straordinaria impresa), la società, che ha saputo rimediare in corsa a qualche errore di valutazione compiuto in estate. Senza dimenticare naturalmente l'eccezionale contributo della tifoseria, per la quale ogni aggettivo sarebbe superfluo”.

Quando ti sei reso conto che davvero la compagine blucerchiata avrebbe potuto concretamente raggiungere la promozione, obiettivo diventato quasi una chimera a metà stagione? “Direi che la svolta è arrivata con l'incredibile successo ottenuto a Castellammare di Stabia in inferiorità numerica. In quella occasione la squadra ha offerto una prova di forza e di carattere davvero impressionante. Poi, una volta raggiunti i playoff, i ragazzi sono stati eccezionali nel non perdere mai la lucidità anche quando, come a Modena nel ritorno con il Sassuolo, sono andati oggettivamente in difficoltà. Un altro segnale inequivocabile a mio avviso è arrivato nella gara d'andata con il Varese, quando la Samp è riuscita comunque a portare a casa la vittoria nonostante la doppia rimonta subita”.

Quanto hanno inciso società e il Ds Sensibile nel traguardo promozione? “Come dicevo prima hanno grandi meriti sia l'una che l'altro. Edoardo Garrone non ha lasciato nulla di intentato per cercare di centrare il traguardo, senza lesinare sforzi economici importanti per rivoltare a gennaio una squadra palesemente inadeguata. Dal canto suo Sensibile nel mercato di gennaio ha portato a Genova giocatori di qualità ed esperienza senza sbagliare un colpo, rimediando così ad una campagna estiva rivelatasi non all'altezza delle aspettative”.

Mister Iachini si è rivelato il condottiero della rimonta: la Sampdoria dovrebbe proseguire con il tecnico ascolano nella massima serie? “Credo che Beppe Iachini dopo il miracolo compiuto quest'anno meriterebbe certamente di guidare la Samp anche il prossimo in Serie A. Ritengo che la società abbia nei suoi confronti un grande debito di riconoscenza per quello che è riuscito a fare in questi sei mesi”.

Un giocatore su tutti che ritieni il principale protagonista in campo. “Sarebbe facile dire Pozzi, ma secondo me il vero salto di qualità l'ha fatto compiere Eder, un elemento che si è confermato di categoria superiore. Mi ha sorpreso positivamente anche Gianni Munari, che ha dato sostanza a un centrocampo sempre in affanno nella prima parte di stagione. Non si può poi non evidenziare la crescita esponenziale di Obiang, che nonostante la giovanissima età si è reso protagonista di un girone di ritorno stratosferico. Infine una parola la vorrei spendere per Rispoli, autentico protagonista nel finale di stagione, che ha saputo reagire in modo encomiabile alle critiche anche feroci subite durante l'anno. Il suo pianto irrefrenabile al termine della gara di Varese è stato commovente”.

Romero; Costa, Gastaldello, Rossini, Rispoli; Renan, Obiang, Munari; Foggia (Juan Antonio); Pozzi, Eder. Dell’ultima formazione tipo quanti reputi all’altezza di restare nell’11 titolare anche nella massima serie? “Alcuni di questi, come Gastaldello, Obiang, Munari, Foggia, Pozzi ed Eder vantano già esperienze nella massima serie. Romero è il portiere titolare della nazionale argentina, quindi non si discute, mentre Renan, seppure all'estero, giocava comunque a livelli di serie A. Credo che con quattro innesti di qualità si possa affrontare senza troppi patemi un campionato di transizione come presumibilmente sarà quello del prossimo anno per i blucerchiati”.

A tuo parere il numero di rinforzi necessario affinchè la Sampdoria non soltanto raggiunga l’obiettivo minimo della salvezza, ma possa ben figurare anche nel nuovo campionato. In quali reparti interverresti in maniera più decisa? “Come dicevo prima ritengo occorrano almeno quattro innesti. Personalmente rinforzerei le linee esterne di difesa e punterei su un centrocampista di peso da alternare ad Obiang e una punta che dia respiro a Pozzi, Eder e Pellè (se verrà riscattato)”.

Ti aspetti, ed eventualmente in quale reparto, un autentico colpaccio della Sampdoria in sede di mercato? “Non saprei, ma sono curioso di vedere come la società si muoverà per rinforzare la squadra. In ogni caso proprio l'impresa di quest'anno ha insegnato che spesso per vincere serve più un gruppo coeso dove tutti remano nella stessa direzione rispetto al grande nome”.

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